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Si, viaggiare. Quel gran genio del mio amico. Lui saprebbe cosa fare

Il viaggio come metafora della nostra esistenza

Ancona, 15 giugno 2024 – Sono alcune note della canzone di Lucio Battisti, dall’album del 1977 Io, Tu, Noi Tutti.

Il brano racconta il viaggio come analogia con la vita, con i dubbi e gli ostacoli (Evitando le buche più dure) che ci riserva e che possiamo o dobbiamo in qualche modo superare. Dolcemente viaggiare, rallentando per poi accelerare. Con un ritmo fluente di vita nel cuore. Gentilmente, senza strappi al motore. E tornare a viaggiare.

Insomma, sono queste le metafore della nostra esistenza. Ma si, poi alla fine, nonostante tutto, è bello tornare a viaggiare. Lo dicono i dati dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours 2024, dopo gli anni della pandemia. Il report di EY, già noto come Ernst & Young, network mondiale di servizi professionali di consulenza direzionale presente in 150 Paesi, alla sua quarta edizione, analizza comportamenti, gusti, aspettative e orientamenti dei vacanzieri italiani ed europei. Dalla rilevazione è emerso che l’Italia è un paese di viaggiatori. L’Osservatorio conferma la crescita dei viaggi sia per motivi di vacanza che di lavoro con un significativo interesse ad unire le due cose nello stesso viaggio, dato superiore al 50% rispetto all’anno scorso.

L’impatto ambientale modifica la scelta dei mezzi di trasporto, per quanto la quota dei viaggiatori che hanno scelto l’aereo, è aumentata dal 54 al 62%, rispetto a quella di coloro che hanno preferito prendere il treno per muoversi, passata dal 38 al 47%.

L’aumento dei costi dei viaggi e soprattutto dei mezzi di trasporto, ha determinato in molti la rinuncia a partire ma una discreta percentuale, per quanto bassa, ritiene che la passione per i viaggi superi la preoccupazione dei costi e preferisce limitare altre spese. Oltre ai prezzi ci sono anche altri fattori che influiscono sulle scelte del viaggio come il comfort e il tempo complessivo della vacanza.  Molti vorrebbero anche ricevere bonus e rimborsi automatici in caso di ritardi e cancellazioni dei viaggi in treno che considerano comunque un rischio da considerare.

Nella pianificazione della vacanza si ricorre anche all’uso dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo dell’idea del viaggio.

Lo studio prende in esame anche le tendenze della Generazione Z che nella scelta della vacanza sembra lasciarsi ispirare più di altre da social media, film e serie tv. Dettagli preziosi  per i tour operators  quelli sui comportamenti e sulle abitudini dei futuri potenziali viaggiatori.

I GenZ sono più attenti alla sostenibilità rispetto alle altre generazioni e più disponibili a spendere poiché ritengono che i costi elevati della vacanza, verranno compensati dalla maggiore attenzione alla sostenibilità.  L’offerta di soggiorni che assicurano il rispetto del benessere ambientale non risponde ancora pienamente alle esigenze di questa tipologia di clienti, così come non sono ancora troppo chiare le informazioni reperibili per questa tipologia di offerta turistica.

Il libro dell’inquietudine

Ma tornando alle parole della canzone di Lucio Battisti e a quel gran genio del suo amico, potremmo domandargli cosa saprebbe fare per quel 30,75%  di lavoratori italiani (più di un terzo, per la precisione 1 italiano su 3) che non può permettersi una vacanza a causa di problemi economici?

E la situazione non è migliore nel resto d’Europa se pensiamo che 38 milioni di lavoratori, uno su cinque, non riuscirà a programmare un viaggio durante le ferie.           

Come nella musica il viaggio viene cantato come metafora della vita, anche poeti e scrittori attraverso le loro opere, lo hanno descritto in modo diverso da come siamo abituati a pensarlo. Il poeta e scrittore Fernando Pessoa ne Il libro dell’inquietudine del 1982 ne parla così:

Viaggiare, per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo, o del mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi, come in fondo sono i paesaggi. Se immagino, vedo. Che altro faccio se viaggio? Soltanto l’estrema debolezza dell’immaginazione giustifica che ci si debba muovere per sentire. La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che sentiamo.

Queste poche righe del libro di Pessoa si uniscono alle rime di Raffaello Baldini, anche lui poeta e scrittore che sul viaggio scrive in dialetto romagnolo nel 1988:

Raffaello Baldini

VIAZE’

«Mo viaza tè, mè a stag bèn do ch’a so,
ch’i vèn da fura, aquè, pu u i è Suièn,
Vròcc, la Pargàia, ch’a n ‘i so mai stè
ma la Pargàia, gnenca tè? Mo ‘lòura
csa vèt zarchè vaièun, che me sno e’ lèt
furistir, e’ cuschi, che sa n’ò e’ mèi,
pu tòtt, t vè vèa se sòul, t’arèiv ch’e’ piòv
ta n cnòss niscèun, u t tòcca dmandè sèmpra
e al gambi quand l’è nòta, vdài e’ mond?

Che dòp t ci piò pataca ca ne prèima,
mo me u m pis ènca i pòst ch’u n suzèd gnènt.
A cal zò te Mareccia,
un slèrg, t’vè do ch’u t pèr, e tott chi sas,
mo u i n’è ch’à di culèur,
i lèus, sott’aqua, quèsti l’è al zità!
O a so balengh? E piò in là do burdèli
s’un gran maz ad fièur zal, al rèid, al còrr,
a pi nèud, sòura i sas, mo cmè ch’al fa?»

VIAGGIARE

Ma viaggia tu, io sto bene dove sono/che vengono da fuori, qui, poi c’è Sogliano/
Verucchio, Perticara; che non ci sono mai stato/a Perticara, neanche tu? Ma allora/
Cosa vai a cercare in giro, che io, solo il letto/forestiero, il cuscino, che se non ho il mio/
Poi tutto, vai via col sole, arrivi che piove/non conosci nessuno, devi sempre chiedere,/
E le gambe, quand’è notte, vedere il mondo?/Che dopo sei più coglione di prima?/
Ma a me piacciono anche i posti dove non succede niente, calo giù nel Marecchia/
Uno slargo, vai dove ti pare, e tutti quei sassi /ma ce n’è che hanno dei colori,/
Rilucono, sott’acqua, queste sono le città!/O sono balengo? E più in là due bambine/
Con un gran mazzo di fiori gialli ridono, corrono,/a piedi nudi, sui sassi, ma come fanno?

Sempre Pessoa ci racconta:

La vita è un viaggio sperimentale fatto involontariamente. È un viaggio dello spirito attraverso la materia, e poiché è lo spirito che viaggia, è in esso che noi viviamo. Ci sono perciò anime contemplative che hanno vissuto più intensamente, più largamente, più tumultuosamente di altre che hanno vissuto la vita esterna. Conta il risultato.

 Perché viaggiare è anche questo. Un viaggio interiore, osservando la vita, esplorandone la bellezza anche nei dettagli più banali.

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