Argomenti per categorie

La manovra che piace a Superciuk

Per le opposizioni è ingiusta, per Meloni seria e responsabile

Ancona, 5 gennaio 2026 – Superciuk (vero nome Ezechiele Bluff) è un supereroe al contrario. Il personaggio immaginario creato da Max Bunker e disegnato da Magnus, appare per la prima volta nel numero 26 di Alan Ford nell’agosto 1971. Qui avviene la svolta. Il personaggio riscuote un immediato successo di pubblico che obbliga l’editore alle ristampe del volume per soddisfare le richieste delle edicole.

Superciuk è stato uno dei personaggi che più hanno contribuito al successo di Alan Ford.

Fa il Robin Hood al contrario: ruba ai poveri per dare ai ricchi, perché è convinto che i ricchi siano persone per bene perché non sporcano in giro, vivono nella pulizia grazie al loro denaro e quindi ne meritano ancora di più. I poveri invece sono pulciosi e produttori di sporcizia. Nella vita normale è uno spazzino e la sua compagna è la terribile Beppa Giosef. Il suo potere sta nel suo alito micidiale, ottenuto bevendo quantità industriali di barbera scadente e con la sua fiatata riesce a stordire gli avversari e persino fondere i metalli.

Martedì 30 dicembre è stata approvata la legge di Bilancio per il 2026. Una manovra da 22 miliardi passata alla Camera con 216 voti a favore e 126 contrari. Il governo ha incassato la fiducia nel pieno delle proteste dell’opposizione che l’hanno definita iniqua perché aiuta i ricchi. Per Meloni invece si tratta di una misura seria e responsabile.

Secondo quanto dichiarato dall’opposizione la manovra è ingiusta in quanto premia i ricchi e penalizza i ceti più deboli, considerato che le misure economiche non redistribuiscono ricchezza verso il basso e i tagli fiscali favoriscono chi ha redditi più elevati. Diversi i punti contestati che riguardano la spesa pubblica che è diminuita in settori ritenuti cruciali come sanità, scuola, ricerca, trasporti, politiche industriali e politiche abitative. Aumentano le disuguaglianze in quanto le misure fiscali sono considerate insufficienti e sbilanciate, un taglio del cuneo fiscale per redditi fino a 20.000 euro e una detrazione decrescente per redditi tra 20.000 e 40.000 euro.

Le opposizioni sostengono che il beneficio sia limitato e temporaneo, non affronti il problema dei salari reali in calo e non aiuti adeguatamente i lavoratori con redditi medi e bassi. Alcuni pensano che la manovra favorisca banche e lobby e che siano esigui i fondi destinati ai Comuni e ciò comporterà una riduzione dei servizi locali e degli investimenti territoriali. Poi c’è il nodo delle pensioni con l’incertezza sulle misure previdenziali e la mancanza di interventi strutturali per tutelare chi ha carriere discontinue o redditi bassi. A tutto ciò si aggiunge l’assenza di risposte al caro vita. I prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 25% negli ultimi anni, quasi 6 milioni di persone rinunciano alle cure e i salari reali sono scesi.

Per il Governo, al contrario, la legge di bilancio è equilibrata e prudente in un contesto difficile. Definita da Giorgia Meloni come seria e responsabile, tenuto conto delle risorse limitate, la manovra mira ad interventi che riguardano le famiglie con 1,6 miliardi per bonus, sostegni economici, con l’obiettivo di alleggerire i costi familiari e sostenere la natalità.

Per quanto riguarda i salari l’Esecutivo risponde alle accuse di iniquità sollevate dall’opposizione rivendicando il taglio dell’Irpef per il ceto medio, con una riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Destina 1,9 miliardi per salari e lavoro povero e misure per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori.

Per quanto riguarda le imprese, il Governo sottolinea interventi per favorire assunzioni con incentivi fiscali e misure di supporto per chi investe in Italia, considerati parte della strategia di crescita economica con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il tessuto produttivo e sostenere l’occupazione. Per quanto riguarda la sanità la manovra prevede più fondi rispetto agli anni precedenti, un rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale, con più assunzioni e trattamenti economici migliori e investimenti per il potenziamento ospedaliero.

E se questa è davvero la manovra che piace a Superciuk, con la sua logica al contrario, spetterà agli italiani capire se per davvero premierà i più forti lasciando indietro i più deboli.

Tags: