Il Club Scherma Senigallia avrà un palazzetto tutto suo

Presentato in Comune il progetto per una struttura innovativa che sorgerà a Marzocca

Senigallia – A poco meno di un anno  dalla ricorrenza del trentennale dalla fondazione, il Club Scherma Montignano Marzocca Senigallia sfodera le armi e si prepara con coraggio ed entusiasmo a una nuova grande avventura.

Il Direttivo della società schermistica, costituita nel 1989 dall’indimenticato Maestro Ezio Triccoli, ha recentemente depositato presso il Comune di Senigallia il progetto esecutivo per la realizzazione di una struttura innovativa che sarà adibita a Palascherma, e che sorgerà a Marzocca.

Una piccola realtà schermistica ma di nobile lignaggio, quella senigalliese, molto attiva sia da un punto di vista agonistico che per le numerose iniziative organizzate sul territorio per la diffusione di questa disciplina olimpica e dei valori dello sport in generale

Degne di nota le attività di promozione organizzate dal Club che hanno portato a Senigallia personaggi noti in tutto il mondo,  del calibro di Valentina Vezzali, Paolo Pizzo e Sandro Cuomo. Risultati mirabili ottenuti, con enorme sacrificio, grazie all’impegno instancabile di tutto lo staff e degli atleti, ma con la forte penalizzazione di una struttura non adeguata alle esigenze di una sala d’arme degna di questo nome.

Un esempio, ancora su carta, di una delle sale del futuro Palascherma

Solo tre le pedane attualmente presenti nei locali annessi alla scuola di Montignano, evidentemente non sufficienti rispetto al numero degli iscritti e soprattutto più corte di un terzo rispetto a quelle regolamentari. Tanto che il Club, negli ultimi anni, si è visto costretto ad inviare alcuni atleti di età maggiore ad allenarsi, una o più volte a settimana, presso le palestre di altre squadre della regione.

A causa della mancanza di spazio la società ha dovuto inoltre declinare numerose richieste d’iscrizione, a volte anche da parte di giovani disabili per cui era impossibile dotarsi delle specifiche attrezzature. Un paradosso per una società che ha sempre puntato prima di tutto sull’inclusione e sull’educazione dei ragazzi, ottenendo comunque numerosi titoli sportivi grazie al settore giovanile ed ai suoi tecnici.

Il progetto esecutivo della nuova struttura, redatto dallo Studio Campodonico ha avuto un preventivo “imprimatur” verbale da parte del sindaco Mangialardi, che ha fortemente incoraggiato il Club a proseguire l’iter della sua realizzazione. Quella che si intende costruire sarà una struttura all’avanguardia di preparazione schermistica, con otto pedane per normodotati, quattro pedane paralimpiche e una zona adibita alla preparazione atletica.

La palestra, negli orari non dedicati all’attività schermistica, potrà esser messa a disposizione di altre società sportive presenti nel territorio comunale. Un disegno ambizioso, certo non impossibile da realizzare, per cui il Club metterà in campo tutte le sue energie e risorse, organizzando anche iniziative di Crowdfunding per le quali è già stato aperto un apposito conto corrente a garanzia di massima trasparenza.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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