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Plasma nei rifiuti, il PD all’attacco: «Una vicenda dalle tinte sempre più fosche»

I dem chiedono chiarimenti alla Regione su controlli e responsabilità nella gestione del sistema sangue

Ancona, 30 marzo 2026 – Un caso che solleva interrogativi pesanti sulla gestione della sanità marchigiana. La vicenda delle sacche di plasma finite nei rifiuti, emersa nelle ultime ore, viene definita dal Partito Democratico regionale «uno scandalo gravissimo», destinato a mettere in discussione l’intero sistema di controlli.

Secondo quanto denunciato dai rappresentanti dem, non si tratterebbe di un episodio isolato o di un errore marginale, ma del segnale di criticità strutturali nella gestione del sistema sangue. A rendere la situazione ancora più delicata sarebbe l’ipotesi – tutta da verificare – di una sovrapposizione tra chi avrebbe dovuto vigilare e chi, invece, sarebbe direttamente coinvolto nelle attività oggetto di controllo.

«Qui non si parla di carte fuori posto o di un errore secondario – afferma la segretaria regionale del PD Marche, Chantal Bomprezzima di plasma, un bene sanitario prezioso, raccolto grazie alla generosità dei donatori e fondamentale per la cura dei pazienti, finito nella spazzatura. Una vicenda che assume contorni sempre più inquietanti».

Sulla stessa linea anche Andrea Vecchi, responsabile del tavolo di lavoro sanità del partito, che punta il dito contro la gestione politica della sanità regionale: «Per anni è stata raccontata ai cittadini una sanità efficiente e sotto controllo. Oggi quella narrazione si scontra con i fatti. Se si arriva a smaltire sacche di plasma nei rifiuti, significa che la catena dei controlli non funziona e che il sistema organizzativo presenta falle evidenti. Chi governa ha perso il controllo del sistema sanitario».

Nel mirino dell’opposizione finiscono il presidente della Regione Acquaroli e l’assessore alla Sanità Calcinaro, ai quali viene chiesto di chiarire rapidamente quanto accaduto. Tra le domande sollevate: chi avrebbe dovuto vigilare, da quanto tempo esistono eventuali criticità nella gestione del materiale ematico, quante sacche siano state coinvolte e quali possano essere le conseguenze.

Il Partito Democratico chiede inoltre una relazione pubblica immediata, la trasmissione degli atti agli organi competenti e un controllo straordinario sull’intera filiera del plasma, dalla raccolta alla conservazione. Richiesta anche un’informativa urgente in Consiglio regionale.

«Acquaroli e Calcinaro vengano a spiegare ai marchigiani – aggiunge Daniele Sturani, della segreteria regionale –. Non possono continuare a fare i turisti della propaganda quando non c’è nulla da inaugurare e i latitanti istituzionali quando esplode un caso gravissimo nella sanità pubblica. Se hanno un minimo di rispetto per i cittadini, per i donatori e per gli operatori sanitari che ogni giorno lavorano in condizioni difficili, vengano subito a riferire e si assumano la responsabilità politica di quanto accaduto».

La vicenda si inserisce, secondo il PD, in un contesto già segnato da criticità: liste d’attesa lunghe, carenza di personale e servizi sotto pressione. Per questo, concludono i dem, «non bastano le scuse»: occorrono responsabilità politiche e amministrative chiare, oltre a interventi immediati per ristabilire fiducia e sicurezza nel sistema sanitario regionale.

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