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Guerre e rincari energetici, Latini: «La politica inizi a modificare i bilanci»

Promosso ad Osimo dal Circolo Culturale 76 un incontro pubblico che ha visto gli interventi dell’avvocato Dino Latini e del prof. Andrea Prontera, per capire con i cittadini le ragioni e gli effetti dei conflitti che stanno piegando l’economia mondiale

A sinistra l’avvocato Dino Latini e a destra il professor Andrea Prontera

Osimo, 21 aprile 2026 – «Il mondo sta entrando in una fase emergenziale che ci costringerà presto a rivedere le nostre abitudini adottate sino ad oggi. A tutti i livelli di scala, dai Comuni al Governo nazionale, le istituzioni dovranno presto stravolgere i propri bilanci per soccorrere chi, dalle guerre, non solo non guadagna nulla, ma è messo in ginocchio».

Al centro l’avvocato Dino Latini

Così l’avvocato Dino Latini, fondatore di Liste Civiche da Sempre, è intervenuto all’incontro promosso dal Circolo Culturale +76 dal titolo Bollette, carburante, spesa, mutui: quanto ci costa davvero la guerra?, tenutosi ieri (20 aprile, ndr) alla Sala Mosca dell’ex Cantinone di Osimo.

Un evento pubblico, rivolto alla cittadinanza, articolato tra geopolitica e transizione energetica, tra guerre scatenate per il controllo delle risorse e un quadro dettagliato di come le istituzioni mondiali, in primis europee, si stanno muovendo per fronteggiare una crisi oggi sempre più strutturale e meno emergenziale.

A destra il professor Andrea Prontera

A portare riflessioni e chiarezza in un contesto che, oggi più che mai, risulta profondamente caotico, è stato il professor Andrea Prontera, docente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università di Macerata, nonché esperto di transizione energetica.

«Il meccanismo dei prezzi e l’aumento dei costi energetici sono certamente gli effetti più importanti che le guerre stanno portando in Europa – ha detto Prontera – Il mix energetico italiano è infatti fortemente sbilanciato verso le fonti fossili e questo ci penalizza ogni qualvolta subiamo una crisi degli approvvigionamenti di questo tipo di combustibili».

«In questo quadro difficile – ha concluso Latini – molte imprese, aziende e famiglie, ovvero chi subisce in primis gli effetti della guerra, rischiano seriamente di non farcela. Prevenire subito questa spirale deleteria è fondamentale per evitare di avere un’economia con le spalle al muro».

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