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Digestato sequestrato a Osimo, il M5S: «Avevamo ragione»

Il Movimento 5 Stelle interviene dopo il sequestro di circa 500 tonnellate di digestato: «Da anni denunciamo i rischi legati alla gestione del materiale e continuiamo a opporci all’ampliamento degli impianti»

Osimo, 30 maggio 2026 – «Ieri i Carabinieri Forestali hanno fatto quello che le autorizzazioni avrebbero dovuto impedire da anni». Inizia così l’intervento del Movimento 5 Stelle di Osimo all’indomani del sequestro di circa 500 tonnellate di digestato solido nelle campagne osimane da parte dei militari del NIPAAF e del Nucleo Carabinieri Forestale di Ancona, con il supporto dei tecnici dell’Arpam.

Nel comunicato, il M5S ricorda che il materiale sarebbe stato accumulato all’interno e all’esterno di un capannone agricolo privo di impermeabilizzazione e di sistemi idonei a impedire la dispersione del percolato. Il movimento richiama inoltre quanto emerso dall’attività ispettiva, che avrebbe evidenziato la presenza di pozze di materiale organico disperse sul terreno, con il rischio di contaminazione delle falde acquifere.

Il riferimento è alla denuncia di due amministratori di impianti di biogas, uno di Osimo e uno di Polverigi, per presunta gestione non autorizzata di rifiuti ai sensi dell’articolo 256 del Decreto Legislativo 152/2006.

Nel documento viene ricordato come uno dei due soggetti coinvolti fosse già stato interessato, nei mesi scorsi, da un altro sequestro effettuato dai Carabinieri Forestali relativo a un deposito di digestato liquido conservato in una vasca non impermeabilizzata all’interno di un ex maneggio dismesso nel territorio comunale. «Un recidivo. Che opera sul nostro territorio. E la Regione vuole ancora autorizzare l’ampliamento», scrive il Movimento 5 Stelle.

«Questo è esattamente il pericolo che denunciamo da anni», prosegue la nota. Il M5S ricorda di aver portato la questione all’attenzione dell’onorevole Sergio Costa, vicepresidente della Camera ed ex ministro dell’Ambiente, chiedendo chiarimenti sulla destinazione del digestato e sul Piano di Utilizzazione Agronomica. «Avevamo detto che 90mila tonnellate di digestato su 6-8mila ettari di territorio erano un rischio inaccettabile. Oggi i Carabinieri ci danno ragione», sostengono gli esponenti pentastellati.

Nel mirino del Movimento c’è anche il prosieguo della Conferenza dei Servizi relativa all’iter autorizzativo. «Nonostante i pareri negativi del Comune. Nonostante le violazioni accertate. Nonostante i sequestri. La Regione Marche non si ferma», afferma il M5S.

Il Movimento 5 Stelle Osimo conclude assicurando che continuerà a seguire la vicenda: «Noi non ci fermiamo. Continueremo a vigilare, a denunciare, a stare al fianco dei cittadini di San Paterniano, Casenuove e Passatempo. Osimo non è una discarica. E i fatti lo dimostrano».

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