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Una striscia quotidiana di riflessione

IL LATO NASCOSTO DEL NATALE

23 novembre 2018 – Come si fa a non parlarne? È un tema talmente scontato e ripetitivo che si rischia di scivolare nella banalità. Eppure, ogni anno è la solita storia: manca un mese alla celebrazione del Natale e il mondo va in fibrillazione per prepararsi all’evento. Novene, calendari dell’avvento, ritiri e riflessioni religiose sulla Natività? Magari anche ma, principalmente, alberi di Natale, addobbi, regali, allestimenti di luci, spettacoli e tanto cibo. In due parole? Business e consumismo. Mascherato dalla scusa della tradizione, delle riunioni familiari, di quell’atmosfera così particolare che si respira solo in quei giorni…

Di fronte al vertiginoso giro d’affari prodotto dai festeggiamenti natalizi la cristianità va letteralmente a… farsi benedire! L’albero di Natale con annessi addobbi e chincaglierie, non ha nulla a che vedere con la cristianità. Semmai, sarebbe stata utile una palma, perché in terra di Palestina dove il Cristo è nato non esiste un pino nel raggio di migliaia di chilometri. Il simbolo natalizio per eccellenza è un’invenzione nord europea: appartiene all’Estonia prima (1400), alla Germania poi (1600), e introdotto nelle case dei nobili e degli europei solo intorno al 1800.

Solo in Italia, il giro d’affari natalizio si calcola in circa dieci miliardi di euro fra addobbi, cene, viaggi, regali ecc. Moltiplicate per tutti gli Stati europei, raddoppiate per tutti gli Stati americani, aggiungeteci quelli asiatici, africani, dell’Oceania e capirete perché sia impossibile rinunciare a celebrare il Santo Natale.

A Yiwu, una città cinese a circa 300 chilometri da Shanghai, c’è un complesso industriale di 600 aziende che produce il 60% delle decorazioni natalizie mondiali. Fornisce decorazioni, palline, luminarie, cappelli di Babbo Natale e molto altro ai rivenditori europei, americani e russi. Gli oggetti sono fatti a mano da lavoratori che guadagnano dai 160 ai 250 euro al mese per 12 ore di lavoro giornaliere.

Mentre ovunque si fa a gara per avere in piazza l’albero di Natale più alto e ricco possibile, che piaccia o no, il Natale è anche questo.