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Marche e Abruzzo più vicine con le due ruote

Si chiamerà Ponte Ciclopedonale quello in fase di realizzazione sul fiume Tronto

San Benedetto del Tronto, 11 febbraio 2024 – Dopo averne tanto parlato nell’ultimo anno, finalmente è arrivata la conferma: con l’avvio della gara d’appalto per aggiudicare i lavori diventa realtà la costruzione del ponte sul fiume Tronto che collegherà Marche e Abruzzo. La Valle del Tronto nel piceno e la Val Vibrata nel teramano non saranno più divise dall’acqua grazie a questa nuova costruzione che si chiamerà Ponte Ciclopedonale.

Il costo dell’opera è pari a 3,5 milioni di euro divisi equamente fra le due regioni. Farà parte del circuito della Ciclovia adriatica (circa 1.100 chilometri lungo la costa adriatica da Chioggia – Veneto – fino al Gargano – Puglia -, ndr). E, come dice il nome, è destinata alla mobilità leggera: pedoni e biciclette.

«Un ulteriore passo per la realizzazione di un’opera che collegherà Marche e Abruzzo, il piceno e il teramano. Un’opera progettata per essere sostenibile e favorire le esigenze delle comunità, attenta all’ambiente circostante e alle condizioni di sicurezza del fiume», ha detto il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, all’annuncio dell’avvio della gara per l’affidamento dei lavori.

Per l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli: «Il ponte è costruito all’insegna dei criteri di sostenibilità ambientale e dedicato alla mobilità leggera su bici e a quella in sicurezza dei pedoni. Un’opera attesa sia dai turisti che affollano le nostre spiagge in estate, sia dagli appassionati delle due ruote e, non ultimo, da giovani e famiglie che vivono al confine tra Marche e Abruzzo, che avranno l’opportunità di muoversi in sicurezza senza dover affrontare per i loro spostamenti il traffico lungo la Statale 16».

Quel che ci piace è che sarà un ponte costruito con principi molto rigidi nei confronti del rispetto dell’ambiente, anche perché su una sponda del fiume Tronto insiste la riserva naturale regionale della Sentina. Verrà realizzato in acciaio verniciato poggiato su quattro supporti in calcestruzzo; la pavimentazione sarà in doghe di legno opportunamente trattate e, per non interferire con gli uccelli che popolano la vicina riserva, non prevede pannelli trasparenti contro i quali i pennuti andrebbero inevitabilmente a schiantarsi.

L’obiettivo degli addetti ai lavori era quello di completare l’infrastruttura per l’inizio della stagione turistica 2024. Per rispettarlo, la gara d’appalto si sarebbe dovuta concretizzare nel 2023. Siamo in ritardo di qualche mese, ma siamo certi che questo non disturberà affatto gli alati abitanti della vicina riserva. 

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