Argomenti per categorie

222 anni per sentirsi ancora italiani

Una striscia quotidiana di riflessione

222 ANNI PER SENTIRSI ANCORA ITALIANI

8 gennaio 2019 – Si chiamava Giuseppe Compagnoni (Lugo, 3 marzo 1754-Milano, 29 dicembre 1833) e praticamente quasi nessuno sa chi sia, ad esclusione di qualche storico puntiglioso. È stato un letterato, giornalista e costituzionalista, dopo una breve escursione nel mondo ecclesiastico. Di lui si dovrebbe raccontare agli studenti ma non esiste scuola di ogni ordine o grado che lo faccia. Per lo meno, nei miei corsi di studi non lo ha fatto mai nessun professore.

Giuseppe Compagnoni è il padre del Tricolore italiano. La nostra bandiera verde bianca e rossa che in questi giorni compie 222 anni. Compagnoni la propose come vessillo ufficiale della nascente Repubblica Cispadana il 7 gennaio 1797. Solo che la sua era a bande orizzontali: il rosso in alto, il bianco al centro e il verde in basso. Fu un decreto dell’11 maggio 1798 a stabilire che le tre bande dovessero essere verticali. Il resto è storia.

Una storia fatta di sangue, sacrifici, ideali e sani valori. Sommosse, rivoluzioni, marce per la pace e per la guerra. Aneliti di libertà e grida di gioia e di dolore che in questi ultimi 222 anni hanno respirato e attraversato l’Italia con il tricolore sempre presente. Un simbolo, sempre in prima linea, a sventolare e ad alimentare il sogno degli italiani verso un futuro migliore. Verso una nuova vittoria. Lo sprone di ogni battaglia, sociale o sportiva che sia.

Per ciò che è stato e per quel che rappresenta, dovrebbe esserci un Tricolore in ogni famiglia italiana. Memento imperituro ai giovani affinché sappiano chi eravamo e da dove veniamo. Per la gioia di Compagnoni che lo amava così tanto da portarlo sempre sul cuore, sottoforma di coccarda.