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Infortunio nel cantiere al porto di Ancona, l’appello dei sindacati: più sicurezza e controlli

Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil dopo la caduta di un operaio da otto metri: «Prevenzione più forte nei cantieri e attenzione anche alle barriere linguistiche tra i lavoratori»

Ancona, 6 marzo 2026 – Con preoccupazione Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Ancona denunciano un ulteriore grave infortunio in un cantiere edile. Si tratta del secondo, in un cantiere, dall’inizio dell’anno e a distanza di meno di un mese.

La vittima è un operaio di circa 50 anni, rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato ieri da un’altezza di circa 8 metri mentre stava lavorando nell’area del lungomare Vanvitelli, vicino allo stabilimento Fincantieri. Ancora non sono chiare le dinamiche ma le autorità competenti sono al lavoro per valutare eventuali responsabilità. «Al lavoratore vanno il nostro pensiero e la nostra vicinanza, insieme all’augurio di una pronta guarigione» dichiarano i sindacalistiChristian Fioretti, Jacopo Lasca e Alessandro Bomprezzi.

«Gli incidenti sul lavoro, e in particolare le cadute dall’alto, non sono più tollerabili. – continuano – È necessario rafforzare ulteriormente tutte le misure di prevenzione e controllo, soprattutto nelle lavorazioni più esposte, affinché la sicurezza diventi un elemento imprescindibile dell’organizzazione del lavoro.

Chiediamo un intervento della politica e delle istituzioni affinché vigilino maggiormente i cantieri edili, specie in questi mesi dove le risorse investite sono ingenti e la corsa alla consegna può diventare ancora di più elemento di concausa di gravi incidenti.

Allo stesso tempo non si può ignorare una criticità sempre più presente nei cantieri: le barriere linguistiche tra i lavoratori, che possono incidere sulla piena comprensione delle procedure di sicurezza, delle indicazioni operative e dei rischi presenti nei luoghi di lavoro.

Per questo riteniamo fondamentale prevedere un reale percorso di integrazione per i lavoratori immigrati in grado di garantire loro una minima conoscenza della lingua italiana necessaria per comprendere ogni procedura, soprattutto quando si parla di sicurezza». 

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