13 Ago Georges Simenon, un classico del ‘900
Tre libri e una mostra, con relativo catalogo, per celebrare il grande scrittore belga
Ancona, 13 agosto 2025 – Chi in questa estate 2025 si volesse dilettare con l’opera di Georges Simenon non saprebbe davvero da che parte cominciare, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Andiamo con ordine.
La casa editrice Solferino, nel mese di giugno, ha mandato in libreria L’affaire Simenon. Tutto quello che dovreste sapere sul padre di Maigret e sulla sua opera sterminata, di Tiziano Fratus. Un tomo di 500 pagine che ha lo scopo dichiarato di accompagnarci in un viaggio nella vita e nella produzione, sterminata appunto, del prolificissimo romanziere belga. Fratus, scrittore e poeta, di Simenon è un esperto e appassionato lettore. L’affaire Simenon lo si può considerare un vero e proprio vademecum letterario. Una guida nella vastissima commedia umana che Simenon ha imbastito, così ricca di storie, ambientazioni, crimini e omicidi. Un’indagine sui tantissimi personaggi cui lo scrittore ha dato vita. Potremmo dire che questo di Fratus è una sorta di atto d’amore nei confronti di Georges Simenon, un libro indispensabile, e di godibilissima lettura, per conoscere la vita e l’opera del padre del commissario Maigret (e non solo).
In abbinamento al volume di Fratus, per tutti: appassionati e neofiti, da non perdere è la mostra Georges Simenon. Gli otto viaggi di un romanziere, che si tiene a Bologna fino all’8 febbraio 2026 alla Galleria del Modernissimo, nella centralissima piazza Maggiore. Curata da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, nonché simenoniano di lunga data, e da John Simenon, figlio dello scrittore.
L’allestimento consiste in fotografie, oggetti, notizie biobibliografiche, informazioni editoriali. Il tutto diviso in otto tracciati che riguardano la vita e l’opera di Simenon: Liegi, città laboratorio; Parigi, città mondo; In viaggio; Maigret; Dai grandi romanzi alla fine della scrittura; Simenon e l’Italia; Il metodo Simenon e Il cinema. Davvero importante soprattutto l’apparato fotografico, con alcuni scatti inediti, mai visti prima. C’è persino una ricostruzione di uno degli studi dell’autore, con tanto di scrivania, quaderni e le leggendarie matite che usava per scrivere i suoi libri. La mostra è chiusa per ferie dal 4 al 19 agosto. Per chi non riuscisse a recarsi a Bologna niente paura, può trovare in libreria il corposo catalogo della mostra (oltre 400 pagine): Simenon. Gli otto viaggi di un romanziere, edito proprio dalla Cineteca di Bologna.
La casa editrice Adelphi intanto, che dal 1985 con regolarità pubblica o ripubblica tutti i suoi libri, proprio questi giorni ha dato alle stampe La morte di Auguste, del 1966, uno dei romanzi duri dell’autore belga (gli altri sono i romanzi che vedono protagonista l’amatissimo commissario Maigret). Una torbida storia familiare di eredità che si scatena, appunto, con la morte del vecchio ristoratore Auguste che ha tre figli diversissimi tra loro. Uno che lo aiuta nell’attività del ristorante, un altro che è l’unico ad aver studiato e fa il giudice e poi il terzo, un balordo che è sempre vissuto d’espedienti e non si sa neanche bene dove abiti. Tutti e tre sembrano molto interessati ai soldi del padre defunto e ci vengono raccontati in tutti i loro aspetti: migliori e peggiori. Il romanzo è ambientato nella zona di Les Halles, i mercati generali di Parigi, primo arrondissement, che già Emile Zola definiva l’autentico ventre della capitale francese. Insomma, «un altro Simenon magistrale», come ha scritto Giorgio Montefoschi, recensendolo sul Corriere della Sera.

Georges Simenon – Il Grande Bob
Pochi mesi fa, in febbraio, era invece uscito Il grande Bob, sempre per Adelphi, da tutti riconosciuto come uno dei romanzi più belli in assoluto di Simenon, scritto nel 1954 durante gli anni americani. Voce narrante qui è Charles, un medico. Una mattina riceve una telefonata da una donna che, con voce neutra, impersonale, gli comunica che suo marito, Bob, è morto. Un incidente, nessun testimone, Bob è andato a pescare in canoa e non è più tornato. Ma quando dalla Senna riaffiora il corpo si capisce che di incidente forse non si è trattato. E Charles si ritroverà costretto, suo malgrado, a scoprire i lati oscuri e i segreti di un uomo a cui, apparentemente, tutti volevano bene. E questo lo costringerà, inevitabilmente, a cambiare il suo modo di vedere il mondo. Charles comincerà infatti a chiedersi: chi siamo? Ciascuno di noi chi è di fronte agli altri? Chi ci conosce, che cosa conosce di noi? Che cosa sanno di noi le persone con cui condividiamo la vita? Simenon allo stato puro, insomma.
Ecco poi qui qualche altra curiosità per chi decidesse di approfondire l’argomento. Per i frequentatori dei social network c’è un gruppo Facebook, molto attivo, Amici di Simenon (e del Commissario Maigret), dove i lettori e gli appassionati si scambiano pareri di lettura, curiosità e mettono in mostra anche memorabilia. Pur con qualche limite e ingenuità da fans club, è molto interessante e può riservare quotidianamente autentiche sorprese. Per poter partecipare alla pagina viene ovviamente richiesta l’iscrizione e la susseguente accettazione.
Per chi volesse avvicinarsi invece alla sterminata produzione libraria di Simenon, in particolare ai volumi meno recenti, quelli cioè pubblicati prima del 1985 da Mondadori, li si possono facilmente reperire nei negozi e banchetti di libri usati così come online sui siti specializzati, a prezzi tutto sommato ragionevoli (i libri di Simenon erano sempre stampati in grandi tirature), ma anche su piattaforme generaliste come Ebay o Vinted, per esempio.
Una delle serie più belle, e ricercate, rimane quella delle Inchieste del commissario Maigret uscite negli Oscar Mondadori a metà anni ’70 (da non confondersi con quelle degli anni ’60, graficamente un po’ meno belle) con le splendide copertine di Ferenc Pinter.
Leonardo Sciascia, già nel 1961, scriveva che Simenon «è certo uno degli scrittori del nostro tempo più vicino alle ragioni umane, all’uomo com’è». Sì, Georges Simenon, ormai lo si può dire senza timore di smentita, è davvero un classico del secolo scorso. I suoi romanzi sono stati tradotti in 70 lingue e hanno venduto qualcosa come 700 milioni di copie. La sua fortuna editoriale, però, non accenna affatto a diminuire. Anzi.
Il segreto di questo successo? Forse bisogna farlo risalire all’inizio degli anni ’30 quando, appena arrivato a Parigi, collaborava con il quotidiano Le Matin dove la grande scrittrice Colette dirigeva la pagina culturale. Ogni volta che il giovane collaboratore le dava in lettura un nuovo racconto Colette, implacabile, glielo respingeva: «Troppo letterario, riscrivilo». Una lezione di cui indubitabilmente ha fatto tesoro.
Non per niente Andrea Camilleri, in riferimento alla scrittura di Simenon, ha parlato di «sublime semplicità».
Pensava d’altronde la stessa cosa anche Ernest Hemingway che, in Festa mobile, scrisse che i libri del grande autore belga «sono la migliore opportunità per riempire le ora vuote del giorno e della notte».
E magari di questa caldissima estate, aggiungiamo noi.











