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Riapre il castello di Montefiore: Recanati celebra il suo gioiello medievale dopo 17 anni

Grande festa tra rievocazioni storiche, mercatini e ristorazione d'epoca per la riapertura della rocca del XIII secolo, tornata finalmente a vivere dopo tre anni di restauri. Visite guidate ed eventi fino a domani, con la possibilità di salire in cima alla torre

Recanati, 11 aprile 2026 – Una folla cinge d’assedio un castello e preme per entrarvi. All’interno spadaccini, arcieri e mercanti, ma anche cortigiani, danzatori e cuochi, non oppongono resistenza e, anzi, invitano gli assedianti ad entrare e far festa. Potrebbe essere l’inizio di una particolare storia medievale, ma la storia si è fatta oggi con la riapertura del castello di Montefiore, rocca difensiva del XIII secolo e gioiello artistico e culturale di Recanati, che dopo diciassette anni di attesa e tre di restauri è tornato ad accogliere la comunità della frazione recanatese, la cittadinanza e tanti visitatori provenienti da ogni dove.

Per questo evento, appunto storico sotto ogni aspetto, non poteva mancare una cerimonia in grande stile, con rievocazioni, sbandieratori, costumi d’epoca e mercatini medievali a impreziosire non una struttura, ma un vero e proprio monumento storico-artistico legato al passato della città.

«L’inaugurazione del castello di Montefiore è l’evento dell’anno – ha detto il sindaco di Recanati Emanuele Pepauna riapertura attesa da anni e che oggi si è concretizzata dopo un lungo impegno dell’Amministrazione per restituire alla cittadinanza un patrimonio non solo storico, ma rappresentativo di un’intera comunità. Siamo certi che, grazie all’impegno del comitato di quartiere, cui è stato affidato in gestione, e a tutti coloro che si occuperanno del suo ritorno alla vita, il castello rappresenterà un volano di sviluppo turistico e culturale per la comunità recanatese».

«Il castello costituisce un vero e proprio tratto identitario per Recanati ma soprattutto per la comunità di Montefiore – ha detto il vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoliche da sempre la caratterizza e rappresenta una presenza costante al fianco dei residenti. Ora, questo gioiello cittadino tornerà a splendere dopo la chiusura che perdurava da ottobre 2009. Cittadini e visitatori potranno tornare a calcare soprattutto la sommità della torre di avvistamento, il simbolo più tangibile dell’intera struttura. Ci piace pensare come, dopo secoli di utilizzo per scopi bellici, la torre diventerà invece perno di accoglienza per i cittadini dei comuni limitrofi che, in origine, dovevano essere tenuti lontani».

Tra i presenti all’inaugurazione, come segno tangibile di vicinanza alla città, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il commissario alla Ricostruzione post sisma 2016 Guido Castelli, la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano, la senatrice Elena Leonardi, S.E. il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, i sindaci di Osimo Michela Glorio, di Montefano Angela Barbieri e di Montecassiano Katia Acciarresi. Presenti, inoltre, alcuni consiglieri regionali e comunali.

Festa grande, dunque, all’interno delle mura della rocca, a partire dalle 16 di oggi e fino alla serata di domani (domenica 12 aprile), aperta dal corteo storico degli sbandieratori e tamburini di Montecassiano, che hanno accompagnato la Giunta comunale al completo e le autorità dal cancello al rivellino, dove si è tenuto l’immancabile taglio del nastro, sino all’interno.

Dopo i saluti delle autorità, il sindaco Pepa ha simbolicamente consegnato le chiavi del castello a Moira Scalzini, presidente del comitato di quartiere di Montefiore. Infine, si è dato inizio, letteralmente, alle danze.

Il tuffo nel passato è iniziato con la rievocazione di combattimenti alla spada medievali a cura della Compagnia d’Arme Ferreo Core ASD, seguita dai tiratori della Compagnia Arcieri storici Il Branco. Stupore, meraviglia e ammirazione hanno accompagnato le coreografie in costume, mentre sotto le mura i mercanti di Mastri nel tempo iniziavano ad esporre le proprie merci in bella mostra alla folla dei visitatori.

Contemporaneamente, i danzatori dell’Associazione Quam pulchra es hanno dato dimostrazioni di danze storiche medievali e, per i più piccoli, sono stati organizzati laboratori di scavo archeologico a cura della Cooperativa ArcheoLAB di Macerata.

Particolarmente attese le visite guidate all’interno del castello che, per la prima volta dopo 54 anni, hanno riportato occhi umani a scrutare dalla sommità dell’iconica torre di 34 metri di altezza, attraverso le merlature. 163 scalini separano il basamento dal vertice, ma la fatica dei visitatori è stata ripagata da una vista a tutto tondo tra il Conero e i Sibillini. Il sindaco Pepa ha qui innalzato la bandiera recanatese, inaugurando una nuova era alla rocca.

L’inaugurazione non si è fermata qui: dalle 21 canti e balli con Verba et soni e Quam pulchra es, fino allo spettacolo pirotecnico e video mapping in 3D alle ore 22, per chiudere in bellezza la prima giornata di festeggiamenti.

Domani mattina, alle 10, la prima Santa Messa al castello, con la successiva ripresa delle rievocazioni storiche e delle visite che dureranno sino alla tarda serata.

Non è mancata la ristorazione, con degustazioni offerte dalla macelleria salumeria Beniamino Papa e e dalle cantine Conti degli Azzoni e Accattoli. Pranzo e cena, poi, al Caffè La Torre, ai piedi della rocca, oggi dalle 20, domenica a pranzo dalle 13 e per aperitivo-cena dalle 19.

Al castello di Montefiore, dove la storia non si è mai fermata, ricomincia da oggi un lungo capitolo da vivere insieme.

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