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San Biagio, dopo i tentati furti il Consiglio di Quartiere chiede più sicurezza

Puliti, Presidente: «Serve una maggiore presenza della Polizia Locale sul territorio». Richiamato il modello della Polizia di Comunità: più prevenzione, presidio del territorio e collaborazione con i cittadini

Osimo, 13 maggio 2026 – Gli ennesimi tentativi di furto registrati nella serata di ieri nella frazione di San Biagio riaccendono il dibattito sulla sicurezza nel territorio osimano. Episodi che, secondo il Consiglio di Quartiere di San Biagio, Santo Stefano e Aspio, rendono ormai necessario un intervento strutturato e un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine.

«Il Consiglio di Quartiere ritiene necessaria una maggiore presenza della forza pubblica, a partire dalla Polizia Locale – spiega Leonardo Puliti, presidente del Consiglio di Quartiere di San Biagio, Santo Stefano e Aspio di Osimo – per garantire prevenzione e accrescere la percezione di sicurezza dei residenti».

Secondo il Consiglio di Quartiere, la Polizia Locale può svolgere un ruolo centrale nella prevenzione dei furti in appartamenti e automobili attraverso una gestione integrata della sicurezza urbana, un controllo più capillare del territorio e una stretta collaborazione con cittadini e altre forze di polizia.

Particolare attenzione viene richiesta anche davanti alle scuole, dove la presenza degli agenti sarebbe importante non solo per regolare il traffico, ma anche per creare un rapporto di fiducia con studenti e famiglie e svolgere una funzione deterrente nei confronti di fenomeni come bullismo e spaccio.

Leonardo Puliti

Il documento richiama inoltre l’importanza del controllo dei parchi pubblici e delle aree verdi, con l’obiettivo di migliorare la vivibilità degli spazi frequentati dalle famiglie e garantire maggiore sicurezza urbana. Centrale anche il tema della tutela ambientale, con la Polizia Locale chiamata a intervenire come presidio di prossimità contro i reati che danneggiano il territorio e l’ecosistema.

Tra le proposte avanzate vi è anche il rafforzamento della figura dell’agente di quartiere a piedi, considerato uno strumento utile per ascoltare direttamente i residenti, intercettare situazioni di degrado e mantenere un contatto costante con le periferie.

Il Consiglio di Quartiere sottolinea inoltre il valore dell’educazione alla legalità, attraverso incontri nelle scuole dedicati al codice della strada, all’uso consapevole dei social e al rispetto delle regole, trasformando la presenza dell’uniforme in un punto di riferimento per i più giovani.

Infine, viene evidenziata l’importanza della collaborazione tra Polizia Locale e servizi sociali per individuare situazioni di marginalità e disagio, intervenendo in chiave preventiva prima che i problemi possano degenerare in episodi di criminalità.

«Il modello richiede però risorse – conclude Puliti –. Senza un organico adeguato, la Polizia di Comunità resta un’aspirazione teorica. La carenza di personale è un limite che frena la sicurezza integrata. La nuova Polizia Locale rappresenta il volto umano delle istituzioni: meno burocrazia, più ascolto e maggiore presenza nei parchi e davanti alle scuole. L’auspicio è che il sottorganico diventi presto un ricordo per aumentare la sicurezza e migliorare la qualità della vita dei cittadini».

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