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Blitz dei NAS sul litorale di Civitanova Marche: chiusa cucina di uno stabilimento balneare

Gravi carenze igienico-sanitarie, infestazione di insetti e la carcassa di un roditore: scatta lo stop immediato disposto dall’AST di Macerata e sanzione da 1.000 euro

Civitanova, 20 aprile 2026 – Un mix inaccettabile di degrado e gravi carenze igienico-sanitarie ha portato alla chiusura immediata della cucina di uno stabilimento balneare sul litorale civitanovese. È il pesante bilancio dell’ispezione scattata nella mattinata del 18 aprile 2026, condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Ancona.

Di fronte allo scenario riscontrato tra i fornelli, i militari hanno richiesto l’intervento d’urgenza del Dipartimento di Prevenzione dell’AST di Macerata. I medici veterinari e i tecnici della prevenzione, giunti tempestivamente sul posto, hanno eseguito un sopralluogo che ha restituito un quadro impietoso per i locali destinati alla preparazione dei pasti.

Il referto delle autorità sanitarie parla chiaro: all’interno della struttura è stato certificato uno sporco reiterato, accumulato non solo sotto i banchi da lavoro e le attrezzature, ma diffuso anche lungo le pareti. Il controllo ha inoltre documentato una vera e propria infestazione in corso: colonie di formiche sono state notate libere di muoversi sia a terra che, fatto ancor più allarmante, sopra alcuni piani di lavoro comunemente utilizzati per maneggiare gli alimenti.

L’apice del degrado, tuttavia, è emerso con una scoperta tanto macabra quanto inequivocabile: all’interno del locale, alloggiata in un’apposita trappola, giaceva la carcassa di un topo in avanzato stato di decomposizione.

Riscontrata una situazione igienica giudicata del tutto incompatibile con i requisiti minimi di tutela della salute pubblica e di sicurezza alimentare, il personale dell’AST di Macerata ha agito senza indugio. La ditta è stata diffidata formalmente e l’utilizzo dell’intero locale cucina è stato interdetto all’istante. Al blocco dell’attività di ristorazione si è aggiunta la sanzione amministrativa pari a 1.000 euro per le gravi violazioni contestate.

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