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LEGA PRO – ANCONA 1905 La politica dei piccoli passi

SANTARCANGELO (3-5-2): Nardi; Oneto, Adorni, Sirignano; Gulli (31’st Posocco), Ungaro (5’st Danza), Dalla Bona, Carlini, Rossi; Cori, Cesaretti (16’st Merini). A disp: Gallinetta, Ronchi, Urso, Valentini, Gazzotti, Rondinelli, Mancini, Alonzi. All. Marcolini

ANCONA (4-2-3-1): Scuffia; Barilaro, Moi, Ricci, Forgacs; Zampa, Bambozzi; De Silvestro, Bariti (41’st Falou Samb), Frediani (32’st Voltan); Momentè. A disp: Rossini, Daffara, Malerba, Kostadinovic, Tassoni, Gelonese, Djuric, Battaglia, Montagnoli. All. Brini

ARBITRO: Provesi di Treviglio

AMMONITI: Gulli, Bambozzi, Moi, Barilaro

ESPULSI: 46′ st dalla panchina il responsabile dell’area tecnica Ciardullo, 47’st dalla panchina Gallinetta

L’Ancona esce dal “Valentino Mazzola” di Santarcangelo con un punto, ma con la porta inviolata (un solo gol preso nelle ultime 4 gare), e con qualche miglioramento evidente rispetto alle scorse partite.

La squadra di Brini ha retto bene il campo fino al novantesimo, sta salendo di condizione fisica, ma ancora fatica ad essere pericolosa in avanti, anche se l’occasione più grande di tutta la gara (l’unica per i biancorossi), è capitata sui piedi di Bariti che, a tu per tu con Nardi, ha spedito la palla altissima sopra la traversa.

Ancora deludente Momentè, mentre qualche passo avanti lo ha compiuto De Silvestro, autore dello splendido assist sprecato da Bariti. Per contro il Santarcangelo ha provato ad impensierire la porta di Scuffia in un paio d’occasioni, ma l’estremo difensore dorico si è sempre dimostrato all’altezza della situazione: il posto da titolare ormai è suo.

la protesta dei tifosi sugli spalti

la protesta dei tifosi sugli spalti

Visto che la partita ha offerto molto poco, possiamo dire che in tribuna c’erano sia David Miani che Fabiano Ranieri, i due attori protagonisti di questa brutta querelle societaria: mentre Miani ha come sempre commentato la gara (come leggerete qui sotto), l’architetto romano ha preferito glissare sul futuro sempre più nebuloso del sodalizio dorico.

La trattativa con Michel Rangoni, nonostante le smentite di rito, prosegue, anche se i dettagli da sistemare sono diversi e l’esito è molto incerto. I tifosi nel frattempo hanno perso la pazienza, come dimostrano gli striscioni di contestazione apparsi in città nella notte tra giovedì e venerdì.

SALA STAMPA

 

Miani: “Un punto che ci sta stretto, se c’era una squadra che doveva vincere quella era l’Ancona. Oggi vorrei solo parlare del campo, non posso dire nulla su eventuali trattative per la cessione di quote societarie, non solo per motivi di riservatezza: le cose si comunicano quando sono finite, dobbiamo lavorare con unità per il bene dell’Ancona. Ci tengo a ringraziare sia la squadra che i tifosi giunti qui in Romagna”.

Brini: “Prosegue il nostro percorso di crescita, con un pizzico di convinzione in più oggi avremmo anche potuto vincere. La situazione societaria? Noi dobbiamo pensare solo al campo, siamo dei professionisti e può capitare di avere problematiche del genere. La proprietà deve lavorare per risolverle, il tempo c’è e noi dobbiamo solo cercare di fare quadrato e portare a casa i risultati”.

 

LA NOTA di PaFil

 

Quando l’interesse dei tifosi di una squadra di calcio si sposta più sulle querelle societarie rispetto alle prestazioni dei giocatori in campo, non è mai buon segno. Quello che sta vivendo l’Ancona 1905 in queste ultime settimane si potrebbe riassumere con aggettivi tipo: teatrale, tragico, doloroso, drammatico. Ma siccome in fondo stiamo parlando di calcio, l’aggettivo più indicato potrebbe essere: ridicolo.

È ridicolo come la società sia arrivata dov’è arrivata, e che i responsabili stiano ancora lì a dire che stanno lavorando per il suo bene.

È ridicolo mandare in campo una squadra senza avergli pagato gli stipendi e pretendere che faccia il suo dovere fino in fondo.

È ridicolo che i dirigenti non usino la comunicazione per gestite una situazione che sta diventando ogni giorno più ingestibile. Gli imprenditori interessati a rilevare pezzi di società spuntano da ogni dove, ma nessuno che sia disposto a cacciare soldi dalla tasca.

Ed è ridicolo, giusto per chiuderla qui, che l’unico imprenditore serio capace di amare questa società al punto di spenderci tanti denari, sia stato messo nelle condizioni di mollare tutto.

Ma il calcio è anche questo. Esiste al mondo qualcosa di più ridicolo?