15 Mag Area Marina Protetta, duro attacco degli ambientalisti al Parco: «Silenzio imbarazzante»
Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura e WWF chiedono chiarezza e denunciano una linea politica che ignora i contributi scientifici
Ancona, 15 maggio 2026 – L’Area Marina Protetta del Conero torna ad accendere il dibattito politico e ambientale. A riaprire la questione è una nota congiunta siglata da Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura e WWF Marche, che puntano il dito contro l’attuale gestione dell’Ente Parco e, in particolare, contro le recenti dichiarazioni del presidente Conte, definite senza mezzi termini «sconcertanti».

Foto Di Simosanta – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=119513136
Secondo le sigle ecologiste, da anni l’Ente manterrebbe un «silenzio imbarazzante» sulla necessità di tutelare anche l’area marina, continuando di fatto a escluderla dalle proprie priorità. Le associazioni evidenziano come anche la recente discussione sull’istituzione del Parco Nazionale si sia rivelata un’occasione di confronto persa: viene infatti giudicato «ambiguo» l’atteggiamento di chiedere allo Stato una nuova legge per farsi carico del solo parco terrestre, ignorando un provvedimento normativo già esistente (datato 1991) che individua esplicitamente il Conero tra le aree di reperimento per la tutela marina.
L’accusa degli ambientalisti si estende poi alla Regione Marche, colpevole a loro dire di aver «insabbiato» una proposta formale inviata dallo stesso Parco nel marzo 2015. Il documento prevedeva l’ampliamento dei Siti di Interesse Comunitario (SIC) costieri e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) a mare fino alla batimetria dei 10 metri e sino alla foce del fiume Musone, basandosi su una mappatura degli habitat realizzata dall’Università Politecnica delle Marche.
A fronte di questo quadro, le associazioni chiedono ora che il Parco faccia chiarezza sulla propria posizione. Oltre a sottolineare che l’attuale maggioranza è espressione di una linea politica storicamente contraria all’istituzione dell’Area Marina Protetta, le sigle denunciano la tendenza a ignorare i numerosi e qualificati contributi scientifici a sostegno del progetto.
Infine, sul tema della corretta informazione richiamato dal presidente Conte, le associazioni ambientaliste e il loro rappresentante nel direttivo si dichiarano a completa disposizione per fornire il loro contributo.











