16 Mag Lavoro di squadra
Pranzo in cima a un grattacielo
Ancona, 16 maggio 2026 – Sebbene sia spesso associata alla Festa del Lavoro, sfruttata in diversi contesti e considerata una delle foto più parodiate al mondo, la Lunch atop a Skyscraper (Pranzo in cima a un grattacielo), in realtà fu scattata il 20 settembre del 1932, nell’ambito di un’operazione pubblicitaria per il completamento del Rockefeller Center di New York.

Elaborazione grafica dello scatto originale “Lunch atop a Skyscraper” (1932)
Il Labor Day, che si celebra il primo lunedì di settembre negli Stati Uniti e in Canada, è l’equivalente della nostra Festa del Lavoro che si festeggia, come anche in gran parte del mondo, il 1° maggio. Lo scatto simboleggia la classe operaia, la resilienza e il contributo degli immigrati, di cui molti irlandesi o nativi americani, alla costruzione dell’America.
Superata la Grande depressione, la crisi economica del 1929 che colpì l’economia mondiale con pesanti ripercussioni su produzione, occupazione e consumi, gli operai ritratti nella foto mostravano l’ottimismo necessario a superare quei momenti difficili. Ciò nonostante, l’immagine evidenziava quanto fosse pericoloso, già allora, il lavoro edile in totale assenza di imbracature o reti. Sebbene quella realtà abbia nel tempo lasciato spazio a importanti progressi nelle norme di sicurezza, molto occorre ancora fare per evitare incidenti e morti sul lavoro.

“Lunch atop a Skyscraper” (1932)
Lo scenario globale sta attraversando mutamenti profondi, dovuti a una congiuntura economica sfavorevole, dovuta all’inasprimento dei dazi doganali e alle crescenti tensioni geopolitiche, con particolare riferimento al conflitto in Medio Oriente.
Per tornare alla fotografia e alle attuali dinamiche dell’economia globale, potremmo dire che oggi, al posto di quegli operai che pranzano su una trave di ferro ghiacciato, nel vuoto di Manhattan, sono i potenti del mondo, i quali, tra dittature e venti di destra, sembrano ignorare gli effetti della guerra e mettono a rischio la stabilità di un intero sistema che vacilla sotto il peso delle loro decisioni.
A complicare questo scenario si aggiunge la presenza silenziosa ma pervasiva dell’intelligenza artificiale che siede ormai stabilmente al fianco di chi decide le sorti del mondo mostrandosi da un lato, capace di ridefinire il progresso quale straordinario strumento d’ausilio per l’uomo, ma lasciando dall’altro un’inquietante incognita sul nostro futuro a causa di implicazioni che sfuggono ancora a ogni controllo.












