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Detenuti e percorsi per il reinserimento, Nobili (Avs): «Non è chiara la programmazione per il 2026»

Il consigliere regionale presenta un'interrogazione sulla legge regionale n. 28/2008, che disciplina gli interventi trattamentali, educativi e di inclusione sociale, anche rivolti ai minorenni: «Con le carceri marchigiane gravemente sovraffollate, il governo regionale non può lasciare indietro il sostegno ai percorsi educativi e la prevenzione della recidiva»

Ancona, 30 aprile 2026 – «Non possiamo dimenticarci delle persone detenute, né dei minorenni sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, in una fase di sovraffollamento ed emergenza del sistema penitenziario marchigiano. Eppure, non risultano definiti in modo chiaro gli interventi trattamentali, educativi e di inclusione sociale previsti per l’anno in corso. Parliamo di percorsi di primaria importanza per il reinserimento, che riguardano anche le misure alternative alla detenzione e gli interventi territoriali. È per questo che interrogo la giunta sullo stato di attuazione della legge regionale di riferimento».

Andrea Nobili, consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra

Con queste parole Andrea Nobili, consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra, chiarisce il senso dell’interrogazione presentata per verificare l’attuazione della legge regionale n. 28/2008. Una norma con cui la Regione Marche ha istituito un sistema integrato di interventi a favore delle persone adulte e minorenni sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. E che programma, per esempio, formazione professionale, progetti educativi, accompagnamento familiare, sostegno scolastico e percorsi territoriali di inclusione, con l’obiettivo di favorire responsabilizzazione, reinserimento sociale e prevenzione della recidiva.

«Si tratta di uno strumento concreto di sicurezza sociale, prevenzione della recidiva e sostegno ai percorsi educativi per persone detenute, soggetti in esecuzione penale esterna e minorenni sottoposti a procedimento penale», ricorda il consigliere regionale di Avs nell’interrogazione. Negli anni, la sua attuazione è passata anche attraverso bandi e strumenti regionali che hanno permesso a enti locali, servizi sociali e terzo settore di costruire progetti territoriali diffusi.

«Ma, in assenza di chiarezza sugli strumenti per il 2026, il rischio è di interrompere percorsi già avviati, disperdere competenze e compromettere reinserimento, crescita personale e possibilità di riscatto. Opportunità preziose, ancor più per i minorenni. – sottolinea Nobili, consigliere ed ex Garante dei diritti – Per chi sconta una pena e per chi è inserito in percorsi educativi e di reinserimento servono continuità educativa, responsabilizzazione, accompagnamento sociale e giustizia riparativa. Le gravi criticità degli istituti penitenziari marchigiani non possono ricadere sull’attuazione di questi diritti. Ogni vuoto operativo rischia di trasformarsi in marginalizzazione».

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