13 Apr Ad Ancona il progetto GAP unisce giovani e anziani: la coabitazione diventa risposta alla solitudine
Housing sociale intergenerazionale per contrastare isolamento e precarietà: coinvolti istituzioni, università e terzo settore
Ancona, 13 aprile 2026 – Ad Ancona la solitudine degli anziani e la difficoltà abitativa dei giovani diventano due facce della stessa sfida sociale, a cui il territorio prova a rispondere con un modello innovativo basato sulla convivenza e sulla collaborazione tra generazioni. Si chiama GAP – GenerAzioni Proattive ed è il progetto promosso da Auser Provinciale Ancona APS, finanziato dalla Regione Marche attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus (PR FSE+ 2021-2027), che punta a trasformare una criticità diffusa in una risorsa concreta per la comunità.
I numeri da cui parte l’iniziativa sono significativi: oltre 33.000 anziani soli nella provincia e una fascia crescente di giovani e NEET alle prese con precarietà economica e difficoltà di accesso alla casa. Il progetto mette in relazione questi due mondi attraverso l’housing sociale intergenerazionale: giovani che entrano nelle abitazioni di anziani soli, condividendo spazi e spese, ma soprattutto creando relazioni.
Il risultato è duplice. Da un lato si alleggeriscono i costi abitativi e si valorizzano immobili spesso sottoutilizzati, dall’altro si contrasta l’isolamento sociale, riconosciuto anche in ambito medico come fattore di rischio per il declino cognitivo. La coabitazione diventa così uno strumento di welfare innovativo capace di generare legami e rafforzare il tessuto sociale.
Il progetto si fonda su una rete articolata che comprende partner come Sanidoc, CIFA e Pallaksch, il coinvolgimento dello Spi Cgil Ancona, il coordinamento scientifico dell’INRCA e la collaborazione delle Università di Macerata, Politecnica delle Marche e Tor Vergata, oltre al sostegno del Comune di Ancona. Un sistema integrato in cui pubblico e privato cooperano secondo un modello definito di sussidiarietà circolare.
Auser gestisce operativamente il progetto: individua i partecipanti, seleziona gli alloggi, realizza gli abbinamenti e accompagna le convivenze con attività di mediazione e monitoraggio. Il Comune, invece, svolge un ruolo di supporto istituzionale, facilitando il raccordo con i servizi sociali e promuovendo l’iniziativa sul territorio.
«Ancona sta costruendo una risposta strutturata alle fragilità sociali del nostro tempo, su più fronti e con progetti che si integrano tra loro. GAP è uno di questi: trasforma un problema demografico in un’opportunità concreta di coesione sociale, ed è il tipo di welfare su cui questa amministrazione vuole continuare a investire», ha dichiarato Manuela Caucci, assessore del Comune di Ancona.
Sulla stessa linea Orlanda Latini, assessore alle Politiche della Casa e alla Famiglia: «La casa è il luogo in cui si costruiscono le relazioni e si trasmettono i valori tra generazioni. Questo progetto restituisce centralità a quel legame, mettendo insieme chi ha spazio e chi cerca stabilità, chi ha esperienza e chi ha energia. L’amministrazione ha scelto di sostenere questo modello perché risponde a bisogni reali con strumenti concreti, ottimizzando le risorse».
Alla base dell’iniziativa c’è anche una sfida culturale: superare stereotipi legati all’età e promuovere una visione dinamica della comunità. «Il progetto GAP nasce dalla consapevolezza che i problemi complessi possono essere affrontati solo in maniera sinergica sul territorio e costruendo reti che non si esauriscono con il singolo progetto ma consolidano collaborazioni attraverso la sperimentazione di percorsi innovativi. Noi ci auguriamo che il forte sostegno delle istituzioni possa trasformarsi in servizi consolidati a sostegno delle persone più fragili in cui il ruolo sussidiario del Terzo Settore diventa sempre di più leva di cambiamento capace di trasformare criticità in opportunità», ha spiegato Manuela Carloni, presidente di Auser Provinciale Ancona.
Accanto alla coabitazione, GAP prevede anche attività formative e laboratoriali pensate per rafforzare il dialogo tra generazioni. «All’interno della cornice innovativa di GAP, C.I.F.A. ETS lancia il percorso esperienziale ‘Parla con me: Parlare, ascoltare, capirsi’. A partire dal 24 aprile, presso la sede Auser Filo d’Argento, daremo vita a un laboratorio di comunicazione empatica dove giovani e anziani potranno riconoscersi come risorsa reciproca. Attraverso 5 incontri in presenza e 4 webinar, costruiremo fiducia e senso di comunità, valorizzando punti di vista diversi per abbattere le barriere relazionali. È un investimento gratuito sulla coesione del territorio che proseguirà con 8 cicli formativi tra il 2026 e il 2027», ha dichiarato Cristiana Cesini.
Il progetto guarda anche al benessere economico e alla valorizzazione delle competenze. «Sanidoc è orgogliosa di contribuire attivamente al progetto GAP – GenerAzioni Proattive attraverso una specifica architettura di crescita che prenderà il via a settembre 2026 presso la nostra sede CNA di Ancona. Abbiamo progettato due percorsi distinti. Il primo, dedicato al benessere finanziario, fornirà strumenti pratici per una gestione serena del patrimonio, grazie alla competenza del consulente Simone Petrelli e di Norella Marzioni (Patronato CNA). Il secondo, un corso di Public Speaking curato dalla formatrice Alessia Racci Chini, ha l’obiettivo di trasformare la memoria storica in narrazione magnetica: vogliamo che gli anziani non siano solo custodi del passato, ma comunicatori efficaci capaci di ispirare le nuove generazioni», ha aggiunto Oliviero Gorrieri.
Anche il mondo culturale contribuisce al progetto, come sottolinea Giacomo Lilliù: «Con G.A.P., le attività di Pallaksch si arricchiscono di un’occasione entusiasmante. Scegliere le arti performative per contribuire al recupero e alla rigenerazione del tessuto intergenerazionale vuol dire dimostrare ancora una volta quanto i giovani professionisti del contemporaneo desiderino assumersi concretamente la responsabilità di rinnovare il ruolo della creazione artistica, che deve tornare centrale per lo sviluppo di comunità complesse e votate all’ascolto. I laboratori teatrali curati da Matteo Principi e dalla sua squadra di formatori e formatrici offriranno un percorso di formazione eclettico, qualificato e orizzontale, mosso dalla certezza che la cultura può sprigionare benessere solo come effetto di un profondo dialogo fra artista e pubblico».
Il progetto GAP avrà una durata di 24 mesi e un costo complessivo di oltre 596 mila euro, interamente finanziato dalla Regione Marche nell’ambito dell’Asse Inclusione Sociale. Un investimento che punta a lasciare un’eredità concreta: trasformare la solidarietà in un modello stabile di welfare territoriale.











