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La Gerusalemme liberata

Il Cardinale Pizzaballa come il "Capitano" del Tasso: fede e diplomazia per riaprire le porte della Città Santa. Il lungo cammino verso la libertà di preghiera a Gerusalemme

Ancona, 2 aprile 2026 – Domenica scorsa, la polizia israeliana ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, di entrare nella Basilica del Santo Sepolcro per la celebrazione della Domenica delle Palme. L’impedimento ad accedere al luogo sacro è stato definito dal Patriarcato come un «fatto di gravità inaudita» che non accadeva da secoli.

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa

Il Santo Sepolcro viene negato ai cristiani, secondo le dichiarazioni ufficiali, per ragioni di sicurezza a difesa dei luoghi sacri da potenziali attacchi missilistici, dopo che frammenti di ordigni avevano colpito la zona nelle settimane precedenti. 

L’accaduto ha suscitato forti reazioni da parte della comunità internazionale e proteste da parte della Santa Sede, del governo italiano e del presidente francese Macron

Dopo lo strappo della Domenica delle Palme, le autorità israeliane hanno fatto un passo indietro. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che non c’era alcun intento malevolo e ha dato istruzioni affinché al cardinale Pizzaballa sia permesso di tenere le funzioni religiose.

Il Patriarcato Latino ha confermato che è stato raggiunto un accordo per garantire le celebrazioni della Settimana Santa.

Basilica cattedrale patriarcale del Santo Sepolcro Gerusalemme

La Gerusalemme Liberata è la celebre opera scritta da Torquato Tasso e pubblicata nel 1581. Considerata una delle opere più importanti della letteratura italiana ha come figura centrale Goffredo di Buglione, il capitano perfetto, un guerriero in prima linea che usa sia l’intelligenza che la forza («molto oprò col senno e con la mano») nella guida dell’esercito cristiano e combatte per liberare il Santo Sepolcro. Fu un nobile franco e uno dei principali capi della Prima Crociata (1096-1099).

Nel poema di Tasso, la liberazione consiste proprio nel garantire ai cristiani il libero accesso ai luoghi santi dopo la conquista e fu per questo nominato primo sovrano del Regno di Gerusalemme, ma rifiutò il titolo di re, preferendo quello di Difensore del Santo Sepolcro, dicendo che non poteva portare una corona d’oro dove Cristo aveva portato una corona di spine.

Torquato Tasso – la Gerusalemme liberata

Al contrario degli altri cavalieri, come Rinaldo o Tancredi che si lasciano distrarre dall’amore, dalla gloria personale o dagli incantesimi, Goffredo incarna la ragione e la fede incrollabile, l’unico dei crociati che resta sempre concentrato sull’obiettivo religioso. Guidato direttamente da Dio, all’inizio del poema, l’arcangelo Gabriele gli appare per ordinargli di assumere il comando dell’esercito e guidarlo alla vittoria finale, così da superare ogni ostacolo e raggiungere il Santo Sepolcro per onorarlo, per poi appendere le armi.

Ciò che è accaduto a Gerusalemme richiama l’idea della città contesa e di una libertà religiosa violata che sono temi centrali del poema del Tasso, dove la città santa è inizialmente inaccessibile ai cristiani perché sotto il controllo delle forze saracene, proprio come le autorità israeliane hanno impedito l’accesso ai cristiani al Santo Sepolcro e l’inizio dei riti della Settimana Santa.

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa

Dopo secoli oggi la storia sembra ripetersi. Il cardinale Pizzaballa che potremmo definire come il nuovo Goffredo di Buglione (entrambe le figure rappresentano l’autorità religiosa) nel momento in cui viene fermato dalla polizia israeliana all’ingresso della Basilica, si è trovato di fronte a nuove mura e all’idea di una città contesa e di una libertà religiosa violata e ha espresso tutta la sua amarezza per un gesto che ha rotto una tradizione secolare e che ferisce il cuore della comunità cristiana in questa Città Santa. Nonostante le difficoltà burocratiche e militari, il cardinale Pizzaballa è riuscito comunque a liberare il cammino dei fedeli verso l’altare.

Anche oggi potremmo dire che Gerusalemme è stata liberata.

Proprio come nel poema del Tasso, dove i cavalieri riescono finalmente a sciogliere il voto nel Santo Sepolcro, il Patriarca Latino ha oltrepassato la barriera delle interdizioni per rivendicare il diritto alla preghiera e permettere, infine, il compimento del rito pasquale.

Gerusalemme andava liberata dalle tensioni e dai divieti per tornare ad essere la città del dialogo religioso.

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