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Sacche di plasma smaltite, la FP CGIL: «Errori strutturali e personale insufficiente»

Dopo il rimpallo di responsabilità tra Regione e Torrette, il sindacato chiede assunzioni stabili e maggiore autonomia per l’Officina Trasfusionale

Ancona, 1 aprile 2026 – «A distanza di una settimana dalla notizia sulle sacche di plasma buttate a Torrette, continua il rimpallo di responsabilità tra la Regione e l’Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche, ora arrivando a coinvolgere anche l’ex direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale (DIRMT).

La FP CGIL di Ancona chiarisce con forza che quanto accaduto era più che prevedibile, perché conseguente a scelte politico-organizzative sbagliate e reiterate nel tempo.

La filiera della lavorazione del sangue è un processo ad altissima complessità e rischio, che richiede precisione assoluta, rispetto rigoroso dei tempi tecnici e condizioni operative adeguate agli standard di qualità e sicurezza con limiti chiari, oggettivi e verificabili dei carichi di lavoro giornalieri.

Il Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale (DIRMT), nato nel 2009 e poi riorganizzato nel 2018 con la centralizzazione dell’Officina Trasfusionale presso l’Azienda Ospedaliera di Torrette, aveva e ha tutt’ora, invece, organici di personale inadeguati rispetto all’esigenza minima di 14 dipendenti a tempo indeterminato.

Nel gennaio 2024 la FP CGIL aveva denunciato una gestione fuori controllo con il ricorso sistematico dell’Azienda Ospedaliera di Torrette a straordinari imposti ai tecnici di laboratorio con ordini di servizio, modalità inaccettabile di gestione ordinaria del personale.

La Regione, dal canto suo, ha tolto dal Fondo del DIRMT i soldi per le prestazioni aggiuntive, distribuendo le risorse tra tutte le aziende sanitarie regionali e vincolando così l’utilizzo all’arbitrio delle Direzioni Generali e sottraendolo allo stesso DIRMT che veniva così depotenziato. Ancora più grave è stata la scelta aziendale di non prevedere nel proprio fabbisogno del personale (PIAO 2026-2028), assunzioni a tempo indeterminato per i tecnici di laboratorio, ma conferma un ricorso a lavoro precario che appena possibile abbandona in cerca di stabilità presso altre aziende.

Le condizioni dell’Officina Trasfusionale erano e rimangono, quindi, di una perenne inadeguatezza e fragilità, al punto da essere incapace di reggere assenze prevedibili come accaduto di recente con le maternità.

La FP CGIL Ancona chiede con urgenza all’Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche e alla Regione il rafforzamento dell’organico a tempo indeterminato, tramite assunzioni e stabilizzazioni, e una maggiore autonomia dell’Officina Trasfusionale, iniziative necessarie per rendere il DIRMT efficiente e l’Officina Trasfusionale nelle condizioni adeguate a processare tutte le sacche di sangue che provengono dal territorio regionale.

Se anche di fronte a quanto accaduto, l’Azienda Ospedaliera non adotterà alcuna soluzione strutturale, la FP CGIL di Ancona valuterà l’adozione di iniziative sindacali per tutelare la condizione lavorativa e la dignità di quelle lavoratrici e lavoratori che malgrado la carenza di organico hanno continuato a garantire il servizio contenendo il più possibile le criticità».

Queste le dichiarazioni della FP CGIL di Ancona in merito alla vicenda delle sacche di plasma smaltite all’ospedale di Torrette.

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