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Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028: vince il dossier “Ancona. Questo adesso”

La proclamazione al Ministero della Cultura a Roma. Un milione di euro per il programma culturale e un progetto premiato per visione internazionale, inclusione e rigenerazione urbana

Ancona, 18 marzo 2026 – Ancona è ufficialmente la Capitale Italiana della Cultura 2028. L’annuncio è arrivato nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, al termine della selezione che ha visto confrontarsi dieci città finaliste provenienti da tutta Italia. A proclamare la vincitrice è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, affiancato dal presidente della commissione giudicante Davide Maria Desario.

Il dossier Ancona. Questo adesso ha superato la concorrenza delle altre candidate — Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia — conquistando il giudizio unanime della commissione. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Daniele Silvetti, l’assessore alla Cultura Marta Paraventi e la dirigente Viviana Caravaggi Vivian, insieme ai rappresentanti delle altre città finaliste per la tradizionale foto prima della proclamazione.

Con il riconoscimento, la città marchigiana riceverà un finanziamento di un milione di euro destinato alla realizzazione del programma culturale previsto nel dossier, che accompagnerà Ancona lungo tutto il 2028 con eventi, iniziative e progetti di valorizzazione del territorio.

da sx, l’assessore Marta Paraventi e il sindaco Daniele Silvetti

Visibilmente emozionato, il sindaco Daniele Silvetti ha sottolineato l’importanza del traguardo raggiunto, definendolo un obiettivo fondamentale non solo per la città ma per l’intera comunità regionale. Nel suo intervento ha ringraziato la giuria e il Ministero, evidenziando il lavoro collettivo che ha portato alla costruzione di un progetto capace di mettere in relazione le diverse anime della città, armonizzando patrimonio architettonico, ambiente e tessuto socio-culturale. Silvetti ha inoltre ricordato il valore delle municipalità come realtà con radici profonde, precedenti allo stesso Stato, unite oggi da una visione condivisa di sviluppo culturale.

La commissione ha motivato la scelta parlando di un modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale. Il dossier è stato apprezzato per la capacità di collegare le politiche culturali a processi più ampi di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione attiva, oltre che per un programma interdisciplinare in grado di attrarre pubblici diversi durante l’intero anno.

Al centro il sindaco Daniele Silvetti

Particolarmente rilevante, secondo i giudici, è stata l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, associazioni e operatori locali, elemento che garantisce una rete strutturata e orientata alla crescita. Centrale anche l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea e il coinvolgimento dei giovani non soltanto come spettatori, ma come protagonisti dei processi creativi e culturali.

Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere regionale Marco Ausili, che ha definito il riconoscimento un traguardo straordinario per l’intera comunità marchigiana. Secondo Ausili, la vittoria premia un progetto innovativo e radicato nel territorio, costruito attraverso una collaborazione sinergica tra istituzioni e realtà locali e destinato a generare ricadute culturali, turistiche ed economiche significative.

Con la nomina a Capitale Italiana della Cultura 2028, Ancona si prepara ora a trasformare il titolo in un’occasione concreta di crescita e rilancio, puntando su cultura, partecipazione e apertura internazionale come motori di sviluppo per il futuro della città.

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