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Stile Mattarella. XXV Giochi Olimpici Invernali. A Cortina: «Lei ci porta fortuna»

22 medaglie azzurre. Chiusura prevista il 22 febbraio 2026

Ancona, 15 febbraio 2026 – Il viaggio verso i XXV Giochi Olimpici Invernali per il Capo dello Stato Sergio Mattarella parte su un tram a Milano con Valentino Rossi. Ne fanno subito un’icona pop. Sergio Mattarella a soli 84 anni appare sempre più in forma e instancabile.

Arrivato a Cortina di fronte a un pubblico che lo acclama con un sentito «Grazie Presidente» è pronto a divertirsi e a tifare per gli atleti italiani con quell’aria da buon padre di famiglia.

Esulta al traguardo della Brignone riconoscendone la grande prestazione, soprattutto dopo un periodo difficile per la sciatrice a seguito dell’infortunio di primavera che le è costato caro soprattutto in termini di ripresa fisica. Un’oro tutto meritato e domenica 15 il raddoppio. Ma con questa anche la vittoria della pattinatrice Francesca Lollobrigida che in queste Olimpiadi porta a casa 2 ori. Poi ci sono anche Stefania Costantini e Amos Mosaner, medaglie bronzo al curling, da poche ore anche l’oro di Lisa Vintozzi nel biatlon. Risultato totale: 22 medaglie al 15 febbraio 2026.

Tutto fa pensare che il nostro Presidente ci porti fortuna, come grida un signore in mezzo alla folla prima di arrivare a Casa Italia, nel centro del paese.

Mattarella nella sua giacca team Italia, si congratula con gli atleti azzurri non solo con un abbraccio affettuoso alla Brignone dopo l’oro nel Super G olimpico, ma attraverso un vero e proprio filo rosso che negli anni ha costruito con lo sport italiano.

Oltre a Cortina, in varie occasioni il Presidente ha ringraziato gli atleti per aver «confermato l’eccellente stato di salute dello sport italiano». La gratitudine per lo spirito sportivo e la qualità delle squadre sono stati ripresi nel discorso di fine anno 2024 dove ha ricordato «le notti di Parigi» dopo i Giochi Olimpici e Paralimpici e ha manifestato orgoglio per i successi degli atleti e per l’esempio dato «ben oltre i confini dello sport». Come un altro momento importante e molto sentito è stata la cerimonia di riconsegna del Tricolore al Quirinale da parte degli alfieri olimpici e paralimpici di Parigi 2024.

Ma ciò che più sta a cuore a Sergio Mattarella è la partecipazione, anche quando si trova seduto a tavola a pranzare con gli atleti o a discutere con cuochi e camerieri.

Se dovessimo condensare in poche parole lo stile di Sergio Mattarella ci sono alcuni tratti che emergono con una chiarezza quasi cristallina. È uno stile che non ha bisogno di effetti speciali per essere riconoscibile. Il suo modo di interfacciarsi con le persone si dimostra attraverso il tono, la misura, la presenza. Userei solo quattro parole per definirlo: sobrio, rigoroso, empatico e discreto.

Mai sopra le righe, mai protagonista. Accanto al presidente del Coni Luciano Buonfiglio, dopo i tre ori nei due giorni a Cortina, lui se ne esce dicendo «Tutto posso fare tranne che appropriazione indebita. Le medaglie di questi giorni sono degli atleti. Quello fortunato sono io a essere qui in questi giorni».

Ma credo che l’empatia sia il suo punto di forza. La capacità di mostrare vicinanza autentica, sia nei successi collettivi ma soprattutto nei momenti difficili. Dopo le speranze deluse su Sofia Goggia, incontrata la sera prima nel suo quartier generale, torna il suo indistinguibile stile quando rivolgendosi ai giornalisti da buon educatore dice: «Speriamo di conquistare tante altre medaglie anche se l’importante è lo spirito con cui lo stiamo facendo, l’impegno per superare se stessi e competere. Con lealtà e successo».

Il suo stile resta per tutti un esempio da seguire.

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