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ZES nelle Marche, sì convinto di Dino Latini: «Ma serve una svolta per salvare artigiani e piccole imprese»

Il leader delle Liste Civiche sostiene la Zona Economica Speciale ma chiede interventi strutturali: più anni di applicazione, meno burocrazia bancaria, sostegno al ricambio generazionale e veri percorsi scuola-lavoro per rilanciare l’artigianato marchigiano

Ancona, 13 febbraio 2026 – «Totale apprezzamento all’attuazione della ZES. Gli artigiani civici però chiedono che la misura sia ripetuta per più anni». Così il fondatore delle Liste Civiche Dino Latini interviene sull’applicazione della Zona Economica Speciale nelle Marche, fornendo ai legislatori delle proposte utili per rendere la ZES una preziosa risorsa per il territorio.

Dino Latini – fondatore delle Liste Civiche

«Nelle zone delle Marche in cui la ZES non si estende occorre elaborare sin da subito misure alternative regionali i cui effetti siano uguali alla ZES – prosegue – Ma gli Artigiani Civici chiedono prima di tutto il cambio totale della prospettiva politica economica del ruolo dell’artigianato e della piccola impresa per non scomparire da qui a un decennio, in cui al primo posto ci siano i seguenti obiettivi: 1) il reperimento e la valorizzazione delle persone impiegate che ora non si trovano più; 2) l’aiuto al cambio generazionale delle imprese, perché molte chiudono non riuscendo a dare un futuro certo ai loro figli; 3) i finanziamenti devono essere veri, veloci, sicuri, invece che l’attuale burocratizzazione bancaria che sa dire solo no».

«La politica punti a creare veri istituti scuola lavoro per gli artigiani e le piccole imprese che diano certezza di dignità del lavoro e della retribuzione adeguata – conclude Latini – per mettere in piedi una società di finanziamento degli artigiani che sia tale nella realtà non solo a parole e che costruisca le piattaforme innovative per garantire il passaggio generazionale dai padri ai figli, sicuri di entrare in un mondo adatto alle loro vocazioni».

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