Pmg Italia consegna alla A.s.s.o. un mezzo per trasporto disabili ed anziani

«La civiltà di un popolo si misura da come si trattano i disabili e gli anziani», ha ricordato il Presidente Giacco nel suo intervento

Osimo, 21 ottobre 2018 – Un Fiat Doblò, completamente attrezzato per il trasporto dei disabili e degli anziani, da oggi in comodato d’uso gratuito all’Azienda Speciale Servizi Osimo (A.s.s.o.).

Una iniziativa della Pmg Italia Spa che è riuscita ad acquistare il nuovo mezzo grazie al supporto economico di numerose aziende del territorio osimano che hanno aderito al progetto. La cerimonia di consegna è avvenuta ieri mattina in Piazza Boccolino alla presenza, fra gli altri, della Giunta comunale, di Luigi Giacco (Presidente Asso), di Franco Natalucci (Dg Asso), di Virgilio Mortini (Pmg Italia Spa), e degli imprenditori che hanno aderito.

La cerimonia è proseguita all’interno della Sala Maggiore del Palazzo comunale per la consegna degli attestati di ringraziamento a tutto coloro che hanno partecipato all’acquisto del nuovo mezzo.

Osimo – La cerimonia di consegna alla Asso, in Piazza Boccolino, del nuovo mezzo per il trasporto disabili e anziani

Nell’occasione  – a titolo personale e a nome della città di Osimo  – il sindaco Simone Pugnaloni ha avuto modo di esprimere agli imprenditori sincera gratitudine e stima  per la sensibilità dimostrata verso il territorio dove operano, in particolar modo verso un  settore assai delicato come quello del sociale:

«La civiltà di un popolo si misura da come si trattano i disabili e gli anziani», ha ricordato il Presidente Giacco nel suo intervento, evidenziando un sentito ringraziamento a nome della Asso per il nuovo mezzo che da oggi andrà ad arricchire l’offerta dei servizi sociali dedicati alle fasce più deboli della popolazione.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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