Osimo – Un nuovo modo solidale di “Abitare nelle Marche”

Presentazione del progetto “Welfare di comunità”

Osimo – ‘Welfare di comunità: un nuovo modo solidale di vivere le relazioni e abitare la casa’. Questo il titolo dell’evento di presentazione del Progetto “Abitare Solidale nelle Marche”, che si terrà il prossimo 26 gennaio a Osimo, presso il Teatrino Campana di via Pompeiana, dalle ore 9.00 alle ore 13.30

Partecipano ai lavori della tavola rotonda, dopo i saluti del sindaco Simone Pugnaloni, Manuela Carloni, presidente Auser Marche, Gabriele Danesi, responsabile Auser Abitare Solidale, Giuseppe Ambrosio, UniCredit Foundation, Daniele Bernardini, assessore ai servizi sociali del Comune di Osimo, Silvia Giuliani, coordinatrice del progetto ‘Abitare Solidale nelle Marche’, Giovanni Santarelli, dirigente servizio politiche sociali regione Marche, Marco Di Luccio, presidenza nazionale Auser.

Francesco Maggio, economista e giornalista, contestualizzerà il progetto nella situazione economica e sociale attuale.

Il Progetto ‘Abitare solidale nelle Marche’ è promosso da Auser Marche, Auser Abitare Solidale Firenze, in collaborazione con UniCredit Foundation (attraverso le risorse del bando vinto nel 2016), Auser Volontariato Osimo, Comune di Osimo e Ambito territoriale 13, Caritas, Avulss, Donne e Giustizia, Il Campanile, Casa di Riposo Buttari.

Si avvale della collaborazione di un’equipe multidisciplinare, composta da professionisti e personale volontario, che opera in stretta sinergia con gli operatori dei servizi sociali comunali e/o Asl e di tutte le realtà partner, in una logica di integrazione funzionale di competenze e che monitora tutte le fasi del progetto.

Per contatti:

SPORTELLO ABITARE SOLIDALE – 3407805445 – Abitaresolidale.osimo@gmail.com;

Pagina Facebook Abitare Solidale Marche;

Manuela Carloni – manucarloni@icloud.com – 3488910747;

Donato Andreucci – donato.andreucci@libero.it – 3355933445;

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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