L’Avulss osimana cerca volontari

Corso di base per gli aspiranti a partire da martedì 12 febbraio

Osimo, 4 febbraio 2019 – L’Avulss osimana, l’associazione di volontariato delle unità locali socio sanitarie, organizza l’annuale corso di base per aspiranti volontari, arrivato ormai al suo 18° appuntamento.

L’Avulss, da tanto tempo impegnata sul territorio con i suoi numerosi e svariati servizi, cerca nuovi volontari, giovani, meno giovani, anziani, pensionati, desiderosi di liberare un po’ del loro tempo a favore di persone sole, anziane, bisognose di compagnia, o magari soltanto di un sorriso ed una carezza.

Diceva Madre Teresa di Calcutta: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’Oceano, ma se non lo facessimo, l’Oceano avrebbe una goccia in meno”.

Questo lo spirito con cui l’Avulss vive il territorio e organizza questo nuovo corso: completamente gratuito e aperto a tutti, teorico, informativo e formativo, che sarà inaugurato presso la sede Avulss di Piazza Montanari 1 martedì 12 febbraio alle ore 18.

Le lezioni, che si terranno fino al 26 marzo, avranno cadenza bisettimanale: martedì e giovedì dalle ore 18 alle 20; e a coloro che ne avranno frequentato almeno i tre quarti sarà rilasciato un attestato di frequenza.

Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi alla segreteria Avulss, il martedì e il giovedì, dalle ore 18 alle ore 19.30. Tel 071/715899 – 333 7140249 e 329 9884358

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Democrazia pura, una pratica fuori moda

Da lunedì 24 gennaio il via all’elezione del Presidente della Repubblica


Camerano, 23 gennaio 2021 – Oggi è domenica 23 gennaio, giorno di festa e di riposo. Non per tutti, ovviamente, men che meno per i Deputati (630), i Senatori (315), i Rappresentanti delle Regioni (58 Grandi elettori)) e i Senatori a vita (6), convenuti a Roma per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Un totale di 1.009 elettori che a partire dalle ore 15 di domani, lunedì 24 gennaio, daranno il via al primo scrutinio per trovare il sostituto del presidente Sergio Mattarella (foto) giunto a fine settennato.

E siccome i partiti politici non sono stati in grado di esprimere ufficialmente un proprio candidato – Silvio Berlusconi ha sciolto la riserva e ha detto no alla sua candidatura per il centrodestra – oggi che è domenica a Roma si lavora per decidere cosa fare domani in seno al Parlamento riunito per l’occasione in sede comune. Per la Regione Marche i tre rappresentanti designati a far parte dei Grandi elettori sono: Francesco Acquaroli (Fdi) presidente della Giunta regionale (scelto con 12 voti); Dino Latini (Udc) presidente del Consiglio regionale (9 voti); Maurizio Mangialardi (Pd) capogruppo in minoranza (8 voti).

Come funziona l’elezione del Presidente della Repubblica? Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza di due terzi dell’assemblea, pari a 673 voti; dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 505 voti. Da questi numeri si evince che nessuno schieramento politico a sinistra, a destra o al centro ha i numeri sufficienti ad eleggersi un proprio candidato. Almeno, non ai primi tre scrutini. Forse sarà possibile dal quarto, ma occorrerà comunque mettere in piedi accordi per arrivare ai 505 voti necessari. Ed è per questi accordi, per trovare una convergenza sul nome di un papabile che oggi a Roma 1.009 politici sono in fibrillazione.

Stiamo parlando della massima carica dello Stato, una figura irreprensibile, incorruttibile, garante dei partiti e delle istituzioni, in grado di rappresentare al meglio la nostra Costituzione e l’Italia intera dentro e fuori i confini nazionali. Il fatto che nessun partito sia stato in grado di fare un nome con simili caratteristiche la dice lunga su come sono messi. I partiti politici, ovviamente, mica gli italiani che, a mio avviso, di uomini con tali caratteristiche ne esprimono diversi e in svariati campi.

Al di là di tutte le menate e le manfrine partitiche la volontà di imporre un proprio uomo che possa pendere a loro favore, e avvantaggiarli nelle scelte future, è il vero motivo che ha indotto i singoli leader politici a non fare un nome in questa fase. Complicando non poco una elezione già complicata di per sé. Giochi di potere ormai stantii tutti italiani che non si ha il coraggio di cambiare.

Sarebbe tutto molto più semplice se riuscissimo a svecchiare anche questa elezione. Come? Magari, così. Ogni partito, o schieramento politico che sia, un mese prima dell’elezione presenta il suo candidato ufficiale. Parlamento e Grandi elettori si riuniscono e votano: chi riceve più voti, anche solo uno più di un altro, diventa Presidente della Repubblica. Facile, no? Ma questa sarebbe Democrazia pura, una pratica che oggi non coniuga quasi più nessuno.

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