Il progetto Abitare Solidale si diffonde a Osimo, Camerano, Sirolo e Loreto

Intervista con Giulia Zoboli, operatrice allo sportello del servizio

Osimo – Presentato il 26 gennaio scorso dall’Auser Marche e dall’Auser Volontariato locale, insieme a tutti gli altri partner (Comune, Ambito territoriale 13, Caritas, Avulss, Donne e Giustizia, Il Campanile e la Casa di riposo Buttari), il progetto Abitare Solidale ha cominciato ad avere una sua valenza sociale.

«L’idea del progetto – ci ha detto Giulia Zoboli, operatrice allo sportello di Abitare Solidale (al quale ci si può rivolgere per chiedere informazioni e segnalare la propria candidatura) – progetto attivato da circa 10 anni dall’associazione Auser Volontariato Abitare Solidale di Firenze, e da qualche tempo in fase di sperimentazione anche a Pavia e Bologna – si sta diffondendo ad Osimo, a Camerano, Sirolo e Loreto, e ci sono già segnali incoraggianti».

Osimo – Giulia Zoboli seduta alla sua scrivania

Ci può ricordare in che cosa consiste Abitare Solidale?

«Se qualcuno nella sua casa ha magari una camera in più, ed è solo o sola, può decidere di aderire a questo  progetto e si troverebbe a condividere, per un periodo, la sua casa con una persona che abiterà con lei (o lui) e l’aiuterà a sbrigare le faccende quotidiane. Questa persona non pagherà un affitto, ma contribuirà, eventualmente, a pagare le bollette e a dividere le spese per l’acquisto del cibo»

Un mutuo soccorso?

«Non solo, perché le due persone potranno anche preparare da mangiare insieme, guardare la televisione, fare due chiacchiere, una passeggiata. E non saranno lasciate sole».

Cioè?

«Il loro nuovo percorso sarà seguito da operatori professionisti (psicologi, counselor, volontari esperti) che sceglieranno le persone che abiteranno insieme, in modo da essere sicuri che i caratteri e le abitudini di chi condividerà questa esperienza saranno simili e compatibili. Per questo, gli operatori organizzeranno incontri di conoscenza tra i potenziali coabitanti e ne valuteranno la compatibilità. Se va tutto bene, si definirà un Patto Abitativo, nel quale verranno contenute le condizioni solidali della condivisione abitativa. Ci sarà poi una fase di prova della durata di circa 1 mese, che sarà seguita dagli operatori».

E su che tipo di tutele potranno contare i coabitanti nel caso qualcosa non funzionasse?

«Ogni coppia di coabitanti sarà in un certo senso adottata, da operatori che monitoreranno l’andamento del rapporto al fine di prevenire o contenere possibili problemi. Inoltre la condivisione abitativa, oltre che dal Patto, sarà normata dal comodato d’uso gratuito precario d’immobile, strumento riconosciuto dal codice civile che permette di interrompere la coabitazione, per volontà di una o di entrambe le parti, in qualsiasi momento, con un preavviso di circa 30 giorni»

Un progetto interessante…

«Sì, perché offre a chi è ospitato la possibilità di avere una casa in un momento di difficoltà economica e concede, a chi mette a disposizione una stanza della propria casa, la possibilità di avere aiuto e compagnia nella vita quotidiana».

Insomma, Abitare Solidale, per una vita migliore basata sulla solidarietà e sulla collaborazione.

Per maggiori informazioni:

SPORTELLO ABITARE SOLIDALE

aperto su appuntamento il Martedì (17.30 – 18.30) e il Giovedì (10.00 – 12.00)

Numero cellulare: 340 7805445

(dal lunedì al venerdì 9.00 – 12.00 e 16.30 – 18.30; sabato 9.30 – 11.30)

Mail: Abitaresolidale.osimo@gmail.com

Segreteria Auser Volontariato Osimo: tel. 327 3792015

(dal Lunedì al Venerdì ore 9.00 – 12.00)

Pagina Facebook Abitare Solidale Marche

 

di Donato Andreucci

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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