Assemblea elettiva dell’Avis provinciale di Ancona

Ad Osimo, sabato 22 maggio, 130 delegati in rappresentanza di 20.000 donatori di sangue.

Osimo, 21 maggio 2021- I delegati dei donatori di sangue della Provincia  di Ancona si riuniscono nella mattinata di sabato 22 maggio presso il PalaBellini di Osimo,  per l’Assemblea elettiva dell’Avis provinciale che prevede il rinnovo dei propri organi direttivi per il quadriennio 2021-2024.

I convocati sono 130, oltre agli  invitati,  in rappresentanza  di circa 20.000 soci,  che hanno offerto nel 2020  quasi 34.000 unità di sangue, in calo purtroppo rispetto all’anno precedente a causa della pandemia.

Oltre al rinnovo delle cariche, la riunione ha l’obbiettivo di ripartire  dall’attuale situazione Avis in Provincia, di mettere a confronto le varie realtà e di studiare e lanciare nuove iniziative  per la ripresa dopo il Covid e la crescita ulteriore dell’Associazione.

Romano Zenobi, presidente provinciale Avis 

«È vero che in provincia di Ancona il sangue raccolto è autosufficiente con l’Avis   ben organizzata ed in continua espansione – sottolinea il presidente provinciale Romano Zenobima esiste  un problema di solidarietà nazionale cui far fronte, con la necessità di fornire unità di sangue in esubero alle Regioni in difficoltà. In passato è stato già fatto e dovrà  ora riprendere  in maniera anche più consistente, attraverso una  promozione sul territorio più mirata con iniziative nelle scuole, tra le altre associazioni del volontariato, con il passaparola e  con la collaborazione di quanti sono in grado di  dare una mano per formare le giovani generazioni al  volontariato, alla solidarietà e alla cultura del dare».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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