Terminato il primo corso di formazione per richiedenti asilo e rifugiati

Nell’ambito del Progetto Sprar “Ancona Provincia d’asilo” promosso dalla Vivere Verde Onlus e organizzato dalla Croce Rossa di Senigallia

Senigallia, 21 giugno 2018 – Il Comitato della Croce Rossa di Senigallia – per conto della Cooperativa Vivere Verde Onlus – ha organizzato, coordinato e tenuto un corso di formazione teorico/esperienziale dal titolo “Basi di Protezione Civile ed Educazione Sociale” per i beneficiari del progetto Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) “Ancona Provincia di Asilo” di cui l’ASP 9 è titolare e la Vivere Verde Onlus capofila dell’ente gestore.

Il corso ha trattato temi comprendenti quattro aree: l’educazione igienico-sanitaria e alimentare; l’educazione psicologica; l’educazione stradale; la Protezione civile il volontariato e la Croce Rossa Italiana.

Tale esperienza formativa, della durata di 30 ore, ha avuto luogo nei locali della Casa delle Culture di Jesi nel mese di maggio e si è avvalso di un corpo docenti composto interamente da formatori e volontari della C.R.I. del Comitato di Senigallia. Marilisa Conti ed Elisabetta Mencarelli – rispettivamente Delegata Area 2 e Vice Delegata Area 2/Ispettrice delle Infermiere volontarie del Comitato senigalliese della C.R.I. – sono state le organizzatrici e coordinatrici dell’intera esperienza formativa.

Il corso verrà replicato a cadenza periodica al fine di promuovere una formazione strutturata e continua ai beneficiari Sprar.

Oggi, giovedì 21 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2018 organizzata dall’Asp 9 e dall’ente gestore dello Sprar – presso la Sala Convegni della Fondazione Colocci a Jesi – il Comitato della Croce Rossa di Senigallia consegnerà ai frequentanti del corso l’attestato di partecipazione. La consegna avverrà a seguito del convegno tematico “Sfruttamento del lavoro e legalità” promosso dal presidio “Libera” di Senigallia.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo