Ancona – Servizio mensa per i poveri in tensostruttura nell’area ex Benincasa

Verrà inaugurato mercoledì 23 dicembre dal sindaco Valeria Mancinelli e dal vescovo Mons. Angelo Spina. Subito operativo erogherà 200 pasti al giorno

Ancona, 21 dicembre 2020 – A due giorni dal Natale, mercoledì prossimo 23 dicembre alle ore 9.15, il sindaco Valeria Mancinelli e l’Arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina, inaugureranno il padiglione che ospiterà il servizio mensa cittadina per i poveri nell’area antistante l’ex istituto Benincasa (già sede del servizio di accoglienza per persone senza fissa dimora Un Tetto per Tutti), lungo la strada statale Flaminia, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria.

Pasti elargiti dalla Caritas (foto di repertorio)

Dalla stessa giornata e per tutto l’arco dell’inverno, il servizio mensa sarà garantito presso il tendone fornito dalla Protezione Civile comunale, erogherà oltre 200 pasti al giorno di cui almeno 100 consumabili sul posto e sarà gestito direttamente dalla Caritas con il supporto delle Suore Missionarie di Padre Guido (Mensa del Povero) e dell’Associazione SS. Annunziata (Mensa Ferretti) che continueranno inoltre a preparare i pasti nelle loro sedi, rispettivamente a pranzo e a cena.

La struttura, debitamente attrezzata e organizzata per garantire la distribuzione dei pasti in tutta sicurezza (consumabili sul posto o da asporto), è stata allestita in tempi rapidi dalla Protezione Civile comunale grazie alla disponibilità manifestata dalla Fondazione Cariverona a supportare economicamente una proposta progettuale congiunta per il sostegno delle fragilità acuite a causa dell’emergenza da Covid-19, del quale il nuovo servizio mensa è solo la prima , importante azione.

Ancona – L’assessore alle Politiche sociali Emma Capogrossi

«La pandemia Covid-19 e le misure di contrasto assunte- spiega l’assessore ai Servizi sociali e Sanità Emma Capogrossi – hanno acuito il disagio di persone già in condizioni di vulnerabilità, ma anche di tante altre persone e famiglie della nostra città. I Servizi Sociali del Comune e la Caritas hanno quindi accolto con grande favore la proposta di elaborare un progetto a sostegno dei più fragili. In questa emergenza che ci mette alla prova, siamo confortati dalla volontà e dalla capacità di mettere in campo una gestione congiunta, che ci deriva dall’esperienza di una rete concreta che da tempo agisce in maniera condivisa e concordata».

Le altre misure sostenute con un finanziamento complessivo di 350mila euro riguardano, in sintesi, nel periodo emergenziale:

– acquisto di viveri, generi di prima necessità e vestiario, per il potenziamento degli Empori Solidali e per la preparazione dei pasti a domicilio;

– ampliamento delle risorse alloggiative per situazioni di emergenza;

– la possibilità di sottoporre gratuitamente a screening periodico i soggetti più fragili

– il potenziamento della rete cittadina di volontari e del terzo settore per il supporto ai nuclei fragili

– l’implementazione nelle Residenze Protette Anziani e nella Residenza Protetta per persone con disabilità del Comune di Ancona della cosiddetta “stanza degli abbracci”

– la promozione della “prossimità on line”: diminuire le distanze tra le persone, e tra persone e servizi, attraverso un progetto di alfabetizzazione informatica e di fornitura di supporti informatici.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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