A quando i rimborsi post-sisma ai professionisti volontari?

Il senatore Paolo Arrigoni (Lega), lo domanda al commissario straordinario Paola De Micheli

Ancona – “Ad un anno e mezzo dal terremoto del centro Italia e da quella straordinaria risposta da parte del mondo del volontariato, che reagì al dramma con la partecipazione di centinaia di professionisti provenienti da tutto il Paese per dare il loro contributo nelle prime fasi del post emergenza, molti volontari non hanno ancora ricevuto quanto gli spetta di rimborso, nonostante la maggior parte delle pratiche siano state da tempo inoltrate al Dipartimento di Protezione Civile”.

Tecnici e volontari al lavoro nell’emergenza del dopo sisma

Così il Senatore Paolo Arrigoni, responsabile regionale della Lega nelle Marche, dopo aver richiesto l’intervento del Governo per differire le imminenti scadenze per la presentazione delle schede AeDES e per la richiesta dei contributi per danni di lieve entità, torna ad interpellare il Commissario straordinario Paola De Micheli a tutela dei professionisti.

Si tratta – precisa Arrigoni –  di un numero consistente di geometri, ingegneri, architetti e geologi che nei momenti di maggiore emergenza post-sisma hanno prestato servizio nei Centri Operativi Comunali, hanno redatto le schede FAST e le schede AeDES per le agibilità dei fabbricati e di coloro che hanno aderito con almeno 10 giorni consecutivi di volontariato e che hanno diritto, oltre alle spese sostenute per il viaggio, il vitto e l’alloggio, anche al mancato guadagno per la loro attività professionale”.

Paolo Arrigoni, Senatore della Lega, responsabile regionale nelle Marche

Anche in questo caso la Lega ha richiesto formalmente al Commissario straordinario del Governo di intervenire in prima persona, perché a quanto ci risulta sono mesi che il Dipartimento di Protezione Civile non fornisce risposte adeguate né ai singoli professionisti né alle associazioni dei volontari”.

Purtroppo in questa vicenda è da constatare l’ennesimo esempio di una gestione dell’emergenza che ha creato soltanto ritardi e disagi, persino a quanti con il volontariato hanno messo a disposizione le loro competenze per il prossimo”, conclude Arrigoni.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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