Opere Caritative Francescane festeggia i 20 anni della casa alloggio il Focolare

Continua la raccolta fondi per l’acquisto di un mezzo trasporto con carrozzina destinato agli ospiti della struttura con Hiv/Aids

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Camerano, 3 febbraio 2022 – ‘Grande è la gioia di veder crescere i frutti insieme’: è questo lo slogan scelto dall’associazione di volontariato Opere Caritative Francescane per festeggiare questo 2022 che segna i vent’anni dall’apertura della Casa Alloggio Il Focolare, struttura che accoglie persone con Hiv/Aids.

L’associazione, nel tempo, ha allargato i suoi orizzonti arrivando a gestire più di 10 appartamenti protetti e ad attivare numerosi interventi di prevenzione soprattutto nei confronti dei giovani: l’accoglienza al Focolare, rimane però al centro della sua attività. E qui, sulle colline tra Ancona e Camerano, volontari ed operatori continuano ad accompagnare la vita dei tanti ospiti che nel corso degli anni si sono succeduti: una vita fatta di quotidianità, di vita comune, di laboratori, di assistenza medica e psicologica ma anche di vita all’esterno.

Luca Saracini, direttore Opere Caritative Francescane

È essenziale, per l’associazione, garantire ai 10 ospiti della casa la possibilità di vivere sul territorio esattamente come qualunque altro cittadino: per questo ogni giorno partono dal Focolare le auto di servizio che accompagnano gli ospiti nelle loro incombenze quotidiane (visite mediche, acquisti, commissioni…) ma anche, semplicemente, per poter fare una passeggiata, una piccola uscita, una gita. Purtroppo, con gli anni, il parco auto dell’associazione è invecchiato, così come l’età degli ospiti che oggi presentano qualche difficoltà in più in relazione agli spostamenti. Risultato: occorrono auto nuove ed attrezzate anche per il trasporto delle carrozzine.

Un’auto di questo tipo comporta però un costo piuttosto elevato e così, ormai da qualche mese, l’associazione anconetana ha avviato una campagna di raccolta fondi, di cui abbiamo già parlato in precedenza, dal titolo “Fuori di Casa”. L’obiettivo è quello di raggiungere la cifra occorrente all’acquisto del fondamentale mezzo di trasporto: 39.000 euro!

Le cose, in tal senso, stanno andando piuttosto bene: le Opere Caritative hanno già superato la raccolta di più di metà della cifra necessaria. Un traguardo importante ottenuto grazie alla generosità di tanti volontari, cittadini e amici del Focolare tra cui non si possono dimenticare le donazioni di alcune realtà imprenditoriali del territorio da sempre vicine alle necessità di chi vive situazioni di difficoltà e di fragilità.

Ed ecco così l’attenzione dimostrata dalla RMB di Osimo che si occupa di riscaldamento e condizionamento, dalla Carrozzeria di Stefano e Samuele Marra di Camerano, dalla Azienda Vitivinicola Angeli di Varano, dalla DI.MAS che ad Ancona si occupa di articoli per l’igiene, dalla start up Tech4Care (Falconara Marittima) che offre prodotti e servizi per la salute digitale, da Fior di Grano che a Camerano offre prodotti che vanno dal pane, alla pasticceria e alla gastronomia, dalla DV Informatica che ad Ancona offre prodotti e servizi per l’informatica a Giorgio Niccolini avanzato laboratorio di falegnameria di Ancona e per finire a Santarelli & parteners studio di progettazione di Jesi.

A tutti loro il grande, caloroso e sentito grazie da parte delle Opere Caritative, sia per la donazione sia per l’attenzione da sempre riservata ad ospiti, operatori e volontari dell’associazione. Però tutto questo non basta! Occorre ancora l’impegno e la generosità di tanti altri! Opere Caritative Francescane invita a fare una donazione, anche piccola: “ogni contributo ha un grande valore!” E ricorda che il 35% del valore della donazione è detraibile per i contribuenti dalla prossima dichiarazione dei redditi.

La donazione va fatta sul c/c n. IT75C0306909606100000008932 – Banca Intesa Sanpaolo, o su c/c postale n. 26130054 intestato a Opere Caritative Francescane – Casa Famiglia Il Focolare, inserendo la causale “erogazione liberale progetto Fuori di Casa”. In alternativa, è possibile usare il form che si trova sul sito dell’Associazione www.ocfmarche.it: un modo come un altro per avvicinarsi a questa realtà e conoscerla un po’ di più, magari pensando di poter donare, oltre a un po’ di denaro, anche un po’ di tempo come volontari.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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