Da Nicomachea il trekking Immergiamo-ci nel Conero

Dalla neonata associazione di giovani cameranesi e non una proposta rivolta ai bambini di quarta e quinta elementare per sabato 23 aprile

Camerano, 20 aprile 2022 – Da meno di un anno è nata a Camerano una nuova associazione, una Aps – associazione di promozione sociale – caratterizzata, oltre che dall’oggetto e dalle finalità, dal fatto per nulla trascurabile che a fondarla e gestirla sono dei giovani.

Si chiama Nicomachea, non si pone limiti sulle iniziative da mettere in campo nel sociale, ed è nata a maggio 2021 proprio nel periodo di chiusura dovuto al Covid.

«In una vita di corsa, frenetica e pieni di impegni, uno stop seppure forzato, ci ha aperto gli occhi su cosa davvero ci circonda – raccontano i ragazzi del direttivo – di che cosa la nostra società necessita o di cosa potrebbe aiutare molte persone a rendere concreti momenti e situazioni quotidiane sopra le quali sorvoliamo senza approfondire un perché, o darle un significato nel senso stretto del termine attraverso un processo di apprendimento diretto, sperimentazione di situazioni, compiti e ruoli attraverso i quali vengono chiamate in causa le nostre risorse e competenze per elaborare concetti e raggiungere obiettivi».

Camerano – L’inaugurazione dell’Aps Nicomachea

Ed è proprio da questi concetti che nasce l’Aps Nicomachea, oggi una realtà operativa a tutti gli effetti. «Abbiamo deciso insieme di non porci alcun limite – spiegano i ragazzi – di aprire le nostre porte a chiunque avesse voglia di esprimere qualcosa, di accogliere chi ha voglia di ripartire, di iniziare un percorso o semplicemente provare una nuova attività condivisa, e riscoprire il piacere dello stare insieme e del dare-avere incondizionato».

Dunque, una realtà associativa non chiusa in se stessa ma aperta verso l’esterno: «Tra i nostri obiettivi c’è lo scambio ed il dialogo intergenerazionale lavorando in rete con altre realtà già presenti nel nostro territorio, includendo un bacino di utenze rivolto a bambini, ragazzi, adulti ed anziani».

L’inaugurazione ufficiale della nuova associazione è avvenuta il 3 aprile scorso con un benvenuto ed un rinfresco. Per sabato 23 aprile, invece, l’associazione Nicomachea ha in programma una passeggiata a offerta libera con attività ludiche e ricreative rivolta ai bambini di quarta e quinta elementare: Immergiamo-ci nel Conero, con partenza alle ore 14.30 da Via del Vallone a Sirolo e rientro previsto per le ore 19.

Il trekking partirà dal cimitero di Sirolo fino al belvedere nord e ritorno. Nel tragitto verranno svolte diverse attività con gli obiettivi di inclusione sociale, aumentare il contatto con la natura e sviluppare i 5 sensi.

Per informazioni: l’Associazione Nicomachea ha attiva una pagina Instragram. Per iscrizioni e prenotazioni rivolgersi a:

Vincenzo Aiana, 331 277 61 36; Davide Carella, 333 623 71 90

Il direttivo dell’Associazione Nicomachea:

  • PRESIDENTE: Davide Carella, Camerano
  • SEGRETARIA: Martina Giacché, Camerano
  • TESORIERE: Elia Campanale, Osimo
  • CONSIGLIERI: Vincenzo Aiana (Offagna) e Giada Rinaldi (Camerano)

soci fondatori:

  • Chiara Monaci (Camerano)
  • Rheuben Lough (Camerano)
  • Alexandru Molocea (Camerano)
  • Alessio Pagliarecci (Osimo)
  • Caterina Paoletti (Camerano)

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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