Corso di primo soccorso con la Croce gialla Camerano

L'associazione di pubblica assistenza organizza un corso formativo gratuito di primo soccorso per la cittadinanza e per nuovi potenziali volontari

Camerano, 5 ottobre 2018 – Per aiutare chi è rimasto coinvolto in un incidente, si è ferito, si trova in pericolo o si sente male, è fondamentale sapere cosa si deve fare e come intervenire. Ecco perché la Croce gialla di Camerano organizza un corso di primo soccorso, gratuito e aperto a tutti, con inizio martedì 16 ottobre.

Le lezioni si svolgeranno, nella sala convegni Matteucci, ogni martedì e giovedì, dalle ore 21,15 alle 23, fino al 20 dicembre e saranno condotte da medici specialisti in medicina d’urgenza e personale qualificato.

Oltre a fornire conoscenze e indicazioni utili in ogni momento della vita (si parlerà di traumi, ustioni, soccorso pediatrico, funzionamento del 118, apparato respiratorio e circolatorio, traumatologia, tecniche di primo soccorso BLS e BLSD, ecc.), il corso sarà l’occasione per conoscere da vicino la Croce gialla e diventarne volontario, mettendoci la faccia e il cuore come recita il volantino del corso.

Il corso, al termine del quale sarà rilasciato un attestato di frequenza, è valido anche come percorso di aggiornamento per chi già sta svolgendo servizio presso la Croce gialla; è realizzato con il patrocinio del Comune di Camerano e la collaborazione del CSV Marche (Centro Servizi Volontariato). Per info e iscrizioni: 071 95247 – info@crocegialla-camerano.org

 

redazionale

 

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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