I parcheggi a valle di Via Giulietti da bianchi diventano gialli

A solo uso esclusivo di residenti e autorizzati

Sirolo, 5 maggio 2021 – Il Comune di Sirolo migliora la vivibilità e tutela la salute della cittadinanza senza trascurare nessun aspetto.

Dopo la trasformazione dei parcheggi lungo la cinta muraria del centro storico da bianchi a gialli, la stessa modifica è stata attuata per i parcheggi a valle della centralissima Via Giulietti: da posteggi accessibili a tutti gratuitamente con il disco orario a esclusivi per residenti e autorizzati.

L’intervento ha interessato le vie La Fonte, Spontini, Rossini, Pergolesi, Verdi, Puccini, Manzoni, Carducci e Pascoli, con la trasformazione delle strisce bianche in strisce gialle.

Gli oltre 260 residenti nelle citate vie, più gli autorizzati con contrassegno rilasciato dal Comune, specialmente nel periodo primaverile ed estivo, potranno trovare parcheggio senza dover girare a vuoto per tanto tempo.

«Finalmente – dichiara il sindaco Filippo Moschella – abbiamo fatto un altro importante passo per la tutela dei sirolesi e degli autorizzati. Per la prima volta nella storia di Sirolo abbiamo preservato dal traffico veicolare un’importante zona residenziale a ridosso del centro storico, con conseguente diminuzione dell’inquinamento atmosferico prodotto dalle polveri sottili, estremamente dannose per la salute dell’uomo, e dell’inquinamento acustico, anche notturno».

A beneficiarne saranno pure i visitatori, che potranno dirigersi subito verso gli ampi parcheggi creati intorno al centro storico, evitando di perdere tempo alla ricerca di posti producendo ulteriore inquinamento.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo