Rotatoria Via Sbrozzola e SS 16, firmata la convenzione Osimo-Anas

Lavori da appaltare entro fine anno per un valore di oltre tre milioni di euro. Migliorerà la viabilità per raggiungere il nuovo ospedale dell’Aspio

Osimo, 8 agosto 2022 – Nella mattinata odierna, è stata sottoscritta ad Ancona la convenzione tra Anas e Comune di Osimo per realizzare la nuova rotatoria tra Via Sbrozzola e la Statale 16, vicino al centro commerciale CargoPier.

Il testo impegna il Comune a completare l’iter con il progetto definitivo ed esecutivo da appaltare entro fine anno, sui quali Anas dovrà fornire l’autorizzazione finale. «Entro un paio di mesi – spiega il sindaco Pugnaloni – la Rete temporanea di professionisti che vinse l’anno scorso l’appalto del Comune per il progetto preliminare dovrà fornire l’elaborato definitivo per ottenere il primo via libera di Anas».

Il sindaco Simone Pugnaloni firma la convenzione con Anas

L’opera è finanziata dalle risorse del Fondo statale di Sviluppo e Coesione previste nel 2018 dalla Regione Marche che, con l’allora governatore Ceriscioli, destinò ad Osimo 3 milioni e 100 mila ero per la nuova viabilità di adduzione al futuro ospedale dell’Aspio.

«Di questi fondi – continua Pugnaloni – 615 mila euro sono destinati alla rotatoria lungo la Statale 16 e all’implementazione di quella poco più a monte, su Via Sbrozzola, che regolerà l’uscita dal centro commerciale e l’accesso al cavalcavia in direzione Camerano».

Avrà un percorso progettuale parallelo, e anche un appalto separato, la bretella da 2 milioni e 485 mila euro prevista tra Via Sbrozzola e Via Ancona, a San Biagio, che servirà a velocizzare i tempi di percorrenza da Osimo al futuro ospedale dell’Aspio. «Per questa bretella lunga circa un chilometro – conclude il Primo cittadino osimano – il progetto preliminare sarà approvato dalla Giunta comunale nei prossimi giorni, avviando l’iter su Via e Vas, necessarie per la variante urbanistica da approvare in Consiglio comunale e, quindi, arrivare all’esecutivo da appaltare, anche in questo caso, entro fine 2022».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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