Acceso un mutuo da 700mila euro per asfaltare le strade osimane

Pugnaloni: “I cantieri partiranno a fine estate”. Spariranno anche i dossi da molte vie sostituiti da attraversamenti pedonali

Osimo, 30 aprile 2021 – La giunta comunale ha approvato ieri una delibera che incarica la Ragioneria ad accendere un mutuo da 700mila euro con Cassa depositi e prestiti per gli asfalti da realizzare ad Osimo nel 2021, come previsto dal recente Piano delle opere pubbliche.

L’intervento principale, da oltre 100mila euro, sarà su Via Fratte, la strada che dal campo sportivo di Passatempo conduce verso la campagna sotto Filottrano e Cingoli e che, dopo circa 20 anni nel corso dei quali non era stata più oggetto di manutenzioni straordinarie, verrà completamente rifatta.

Dopo l’estate nuovi asfalti per tante vie osimane (foto di repertorio)

Altre strade che saranno riasfaltate del tutto sono: Via Arno, Via Buffarda, Via Fontanelle d’Abbadia, Via Osteriola, Via Albanacci, Via Bellafiora, arterie che si trovano nelle frazioni osimane spesso ritenute secondarie, e per questo poche volte finite sotto manutenzione.

Saranno rifatte anche le carreggiate (quindi, non semplici interventi per sistemare singole buche) di alcuni tratti delle seguenti vie: Aldo Moro, Brizi, Cagiata, San Biagio, Coppa, dello Sport, Fosso, Maestri del Lavoro, Molino Mensa, Recanati, Vicarelli e Montefanese, Via Petrarca. Su quest’ultima via, come specifica il sindaco Pugnaloni: «Rifaremo gli asfalti anche delle rotatorie più rovinate, come quella della Porta del Vento. L’elenco delle strade è stato scelto dopo un confronto interno alla maggioranza ed esterno con i consigli di quartiere, cercando di prevedere almeno un cantiere per ogni frazione oltre al capoluogo cittadino».

Osimo – Il sindaco Simone Pugnaloni

Gli uffici già da questa mattina hanno avviato le pratiche per la richiesta del mutuo. «Entro giugno riusciremo a fare un unico maxi appalto da 700mila euro – promette Pugnaloni – con i cantieri al via a fine estate. Ogni intervento prevede il ripristino del manto di usura mediante pulizia, ricarica di buche e avvallamenti, fresatura per raccordo con la pavimentazione stradale esistente, stesa di bitume e formazione di tappeto di usura in conglomerato bituminoso».

Con lo stesso appalto verranno poi rimossi tutti i dossi artificiali che si trovano lungo le strade comunali e che in alcuni casi risultano ormai fuori dalla normativa vigente. I dossi interessati si trovano nelle vie Chiaravallese, Ungheria, Covo, Falcone, Agricoltura, Amendola, Cairoli, Agnelli, Arno, San Giovanni, Flaminia II, Cagiata, 5 Torri, Fonte Magna, Colombo, Battisti, Guazzatore, De Gasperi, Einaudi, Molino Mensa, Vicarelli, dello Sport, Recanati. Molti di questi, verranno sostituiti con attraversamenti pedonali a raso illuminati, sfruttando le opere di miglioria previste nell’appalto vinto da Dea e Astea Energia per il cambio a led di tutti i punti luce della città.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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