SiAmo Loreto torna sull’annosa questione della viabilità a Villa Musone

Castellani e Castagnani: “Dopo 25 anni non ci sono più scuse, il Comune aderisca ai finanziamenti regionali”

Loreto, 13 settembre 2021 – «Ad ogni campagna elettorale per la viabilità di Villa Musone ne abbiamo sentite di cotte e di crude, tutte promesse poi puntualmente disattese da chi ha amministrato il Comune negli ultimi due decenni».

Esordisce così la lista civica Siamo Loreto, che intende mettere di fronte alla propria responsabilità un’Amministrazione comunale che in fatto di viabilità, ad un anno dalla sua elezione «è ora che inizi a dare segni di vita». E lo fa depositando in Comune una mozione che entra nel merito dell’annosa questione.

Cristina Castellani e Gianluca Castagnani della lista civica SiAmo Loreto

«Forse non sono mai passati da queste parti e vivono altrove, ma chi risiede in queste zone sa che il traffico è ormai insostenibile – ripetono Cristina Castellani e Gianluca Castagnanii mezzi pesanti passano comunque in barba ai divieti, il rumore e l’inquinamento dell’aria sono insopportabili, specie in alcune ore del giorno. D’estate è un incubo velocità, soprattutto la notte, per auto e moto che sfrecciano nonostante i limiti e per l’inquinamento acustico che producono».

Il “mantra” ripetuto ad ogni consiliatura è quello della mancanza di fondi per finire alcune strade che sono previste dal Prg e di aspettare, di volta in volta, che si finisca questa o quella lottizzazione, «sono evidenti scuse di chi non ha saputo pianificare e non ha voluto mai lavorare per risolvere questi problemi ormai cronici».

Per Siamo Loreto, Il fatto che ora siano stati stanziati diversi milioni di euro per la concessione di contributi per nuovi tratti stradali e per l’adeguamento e messa in sicurezza di strade con marciapiedi, nonché per interventi finalizzati a garantire la fruizione e l’attraversamento delle strade in sicurezza per le persone, gli animali ed i veicoli, «non può essere una occasione da perdere perché si è sprovvisti di adeguati progetti, o perché si resta ancora indifferenti al problema».

E cita, per fare un esempio, il manto stradale di Via Rosario, sistemato quattro anni fa e che ora sta cedendo di nuovo in vari punti causa il passaggio di tantissimi automezzi, o i lavori che vengono autorizzati ma che poi si traducono in semplici rattoppi creando pericolosi avvallamenti e dossi.

Nella mozione, la Castellani evidenzia come persone disabili in carrozzina, anziani e bambini «debbano sottostare ad una vera e propria roulette russa, sfiorati da auto e camion senza la possibilità di percorrere in sicurezza queste vie a causa dell’assenza cronica di marciapiedi».

Gianluca Castagnani, dal canto suo, sottolinea come la strada più penalizzata risulta essere Via Rosario, «che vede il passaggio di auto, pullman, furgoni e camion provenienti da diverse direzioni, e che vedono questa strada subire il traffico di una statale pur essendo una strada residenziale da centro abitato. Anni e anni di petizioni, lettere, articoli, mozioni ed interrogazioni hanno visto un assoluto immobilismo da parte dei competenti assessorati e relative giunte municipali. Analoghi problemi risultano per Via Brecce, seppure leggermente attenuati dal fatto che il centro storico non “scarica” in essa il traffico turistico proveniente dalla circonvallazione muraria sistina».

Strade non a norma per il traffico stradale che subiscono, sembrerebbe, considerato anche la larghezza non sufficiente a garantire il transito in sicurezza dei pedoni. In conclusione, Castellani e Castagnani invitano l’Amministrazione Pieroni ad assumersi le proprie responsabilità, «e fare qualcosa di concreto per risolvere la viabilità di Villa Musone, cresciuta disordinatamente senza un parallelo sviluppo della rete viaria che è rimasta quella di cinquant’anni fa. O si vuole aspettare che ci esca il morto?»

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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