Castelfidardo – Un`incompiuta in meno ma più servizi e sicurezza

Con il nuovo centro commerciale in Piazza Sant’Agostino cambia la viabilità

Castelfidardo – L’inaugurazione della nuova struttura commerciale in piazza Sant’Agostino coincide con la modifica della viabilità dell’intera zona e con la realizzazione di una serie di interventi a tutela dei pedoni.

Castelfidardo – Il nuovo centro commerciale

«Senza stare a ripercorrere la cronistoria di una vicenda che affonda le sue radici politiche negli anni ottanta ed è sfociata nel contenzioso con il Cigad, di cui lo stabile avrebbe dovuto ospitare la sede, diciamo che quella attuale è un’opera inevitabile, un progetto di riqualificazione avviato negli anni passati che ha cancellato un’incompiuta nel cuore della città» ha spiegato il sindaco Roberto Ascani.

Castelfidardo – Il sindaco Roberto Ascani

Un’incompiuta in meno, maggiore sicurezza e qualche servizio in più. Grazie all’accordo transattivo con Acquambiente Marche, il Comune ha infatti ora a disposizione un Auditorium con tre lati a vetro di cui sta valutando la destinazione d’uso, un parcheggio pubblico interrato aperto sette giorni su sette e h 24, una torretta per la ricarica elettrica dei veicoli completamente gratuita in un’ottica di mobilità sostenibile ed ha razionalizzato la situazione di un crocevia particolarmente delicato.

«La piazza di Sant’Agostino ha registrato negli ultimi tempi un afflusso fortemente crescente: punto d’incontro di giovani nella vicina gelateria, di passaggio per gli studenti che scendono dalle scuole medie e per chi frequenta la parrocchia – è l’analisi dell’assessore Romina Calvani – Ragion per cui, si è focalizzata l’attenzione sul contrasto al fenomeno di sosta selvaggia adottando la soluzione dei marciapiedi salvagente nei due lati, e si è potenziato l’attraversamento pedonale rialzato munito di illuminazione a led».

 

Castelfidardo – L’assessore Romina Calvani

Il medesimo criterio ha ispirato scelte orientate alla fruibilità della zona residenziale, regolamentando la sosta con un’adeguata segnaletica ed istituendo nuovi sensi unici per favorire un ordinato deflusso che interessano via Montegrappa (percorribile solo in uscita), il pericoloso incrocio di via Pasubio (ora chiusa), via Vittorio Veneto, Sabotino e Cadorna.

In ultimo, è stato concordato che la proprietà dell’immobile si farà carico della manutenzione del verde della piazzetta.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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