Arriva la Tirreno-Adriatico, le modifiche alla circolazione

Sabato 12 e domenica 13 settembre tutti i divieti di transito e sosta

Castelfidardo, 9 settembre 2020 – Un week-end all’insegna del grande ciclismo in città con l’arrivo della carovana della Tirreno-Adriatico, ma anche di modifiche al traffico e alla sosta nelle strade interessate dal passaggio della corsa ciclistica dei due mari.

Queste le principali modifiche apportate alla circolazione nelle due giornate della corsa:

sabato 12 settembreDivieti di transito e sosta dalle ore 6.00 alle ore 14.00: Piazza della Repubblica, Via Marconi tratto adiacente la piazza, Via Cialdini, Via Sauro, Via Roma, Via IV Novembre dall’intersezione con via Cialdini all’intersezione con Via Alighieri; in Via Matteotti tra Piazzale Don Minzoni e Via P. Soprani, in Via P. Soprani tra via Marconi e Via IV Novembre, in Via Battisti tra Piazzale Don Minzoni e Via Casanova, in Piazzale Michelangelo lasciando libero il transito solo nel tratto di collegamento tra Via Carducci e Via Foscolo;

Divieto di transito e sosta dalle ore 17.00 del 11 settembre alle ore 17.00 del 12 settembre in Piazzale Don Minzoni nell’area lato mura;
Divieto di transito dalle ore 6.00 alle ore 14.00 del 12 settembre in tutto Piazzale Don Minzoni;

domenica 13 settembre

Divieto di sosta dalle ore 14.00 alle ore 16.00 del 13 settembre in Via S. Soprani e in Via Matteotti (zona Crocifisso);

La sospensione temporanea della circolazione, dalle ore 14.00 alle ore 16.00 del 13 settembre durante il passaggio della  carovana ciclistica, in tutto il percorso della gara e precisamente: Via Podgora, Via IV Novembre, Via S. Soprani, Via Matteotti, Via Donizetti, Via Rossini, Via Murri, Via Brandoni, Via Marx, Via Che Guevara, Via Musone.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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