Camerano – Viabilità: rifacimento segnaletica orizzontale

Sostituiti anche alcuni segnali verticali

Camerano – Sono in corso in questi giorni i lavori di rifacimento della segnaletica sulle strade comunali. Come avviene regolarmente dopo un’attenta verifica dello stato generale, e con un occhio di riguardo alle richieste dei cittadini, in base alle risorse economiche a disposizione l’Amministrazione ha incaricato ed assegnato l’esecuzione degli interventi dando priorità a quelli ritenuti necessari per la sicurezza dei veicoli e dei pedoni.

Dai sopralluoghi effettuati gli interventi più urgenti riguardano lo stato della segnaletica orizzontale: le linee di mezzeria e delimitazione cigli, le delimitazioni spazi di sosta, i passaggi pedonali e gli stop; oltre ad alcuni segnali verticali che sono stati danneggiati o che sono da sostituire per vetustà.

Le verifiche hanno permesso di constatare che alcuni paletti, dissuasori e spartitraffico risultano piegati o abbattuti, nelle rotatorie risultano danneggiati i segnali di indicazione, alcuni specchi parabolici sono rotti: «Ad opera di automobilisti distratti» è la versione edulcorata dell’assessore Costantino Renato. In realtà, veri e propri atti vandalici ad opera dei soliti incivili e dell’imperizia di molti automobilisti.

Affatto trascurabile, inoltre, la gran quantità di rifiuti riversati lungo le corsie e le banchine stradali: cicche di sigarette, buste di rifiuti, fazzoletti di carta, contenitori di plastica e, in alcuni casi, pezzi di carrozzeria come borchie, paraurti, specchietti, fari, candelette, copertoni.

Una pessima abitudine quella di utilizzare i cigli delle strade come discarica, comportamenti inaccettabili che, oltre a deturpare il patrimonio pubblico, costituiscono un aggravio di spesa per tutta la collettività. Senza contare che in alcuni casi possono creare situazioni di pericolo per la viabilità.

I lavori in corso potranno creare qualche disagio agli automobilisti in transito. Nei tratti interessati dalle manutenzioni si dovrà giocoforza occupare la carreggiata con i mezzi operativi, o istituire sensi unici alternati e il divieto temporaneo di sosta su ambo i lati.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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