Camerano, giro di vite sui posti auto riservati ai disabili

Nei prossimi giorni partiranno i controlli: tempi duri per i furbetti della sosta

Camerano – Nelle scorse settimane sono stati effettuati sopralluoghi per verificare lo stato dei posti auto riservati a disabili ed invalidi.

Dalla ricognizione è emerso che la quasi totalità dei ventisette parcheggi controllati risulta in regola: in quattro casi sono state riscontrate criticità al manto stradale, in un caso si sta valutando se sopprimere il posto auto a causa delle ridotte dimensioni della carreggiata stradale, in tre casi si è constatato qualche piccolo problema alle dimensioni dei posti auto e in altrettanti casi bisognerebbe evidenziare meglio le strisce. Per le ultime due problematiche si cercherà di intervenire non appena partiranno i lavori di rifacimento della segnaletica stradale.

«Ricordiamo a tutti i conducenti di autoveicoli che se non si è provvisti di contrassegno non è possibile parcheggiare la propria auto negli stalli di sosta riservati agli invalidi, neppure di notte» ricorda l’assessore alla Polizia locale Costantino Renato

Se lo spazio è espressamente riservato ad una persona disabile (deve essere presente apposito cartello dove è specificata la targa o il numero di autorizzazione rilasciata) oltre ad essere puniti ai sensi dell’art. 158 comma 2 del Codice della strada, si può anche incorrere nel reato di violenza privata di cui all’art. 610 c.p., come stabilito da una recente sentenza di Cassazione (n. 17794/2017).

Infine, anche se si è muniti di contrassegno è importante sapere che se il disabile non è a bordo del mezzo (o non lo si sta andando a prendere), non si può e non si deve lasciare la propria auto sul parcheggio dei disabili: si tratta di un atto improprio.

Camerano – L’assessore alla Polizia locale Costantino Renato richiama al corretto uso dei posteggi riservati ad invalidi e disabili

Chi avesse necessità di richiedere un contrassegno o un posto auto invalido, può fare richiesta presso il Comando di Polizia locale del Comune corredata da patente di guida e da certificazione sanitaria attestante lo stato di invalidità.

«Nelle prossime settimane scatteranno controlli ad hoc – informa l’assessore Renato – per verificare la regolarità dei contrassegni, delle soste e se ci sono ulteriori criticità sulla segnaletica orizzontale a seguito delle nevicate della scorsa settimana».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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