Ancona – PMI verso il mondo con le competenze degli studenti Univpm

Studenti italiani e internazionali insieme per accompagnare le piccole e medie imprese marchigiane all'estero. Cinque team per cinque imprese in un progetto promosso dall'Università Politecnica delle Marche con la BCC di Filottrano

Ancona, 26 maggio – Studenti italiani e internazionali insieme per accompagnare le piccole e medie imprese marchigiane all’estero. Si chiama “Verso l’internazionalizzazione” ed è un appuntamento ormai consolidato promosso dall’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo di Filottrano. La presentazione dei lavori di cinque gruppi di studenti ad altrettante aziende del territorio si è tenuta alla Facoltà di Economia “G. Fuà”.

L’area euro crescerà meno rispetto al resto del mondo. Parte da questa fotografia scattata dal prof. Marco Cucculelli, che ha guidato per oltre 2 mesi gli studenti nello svolgimento delle analisi e nella redazione dei report, la necessaria domanda: come possono le nostre PMI cogliere questa occasione e andare verso i dinamici mercati extra europei? La risposta è nelle risorse umane, unico vero vettore per muoversi sui mercati internazionali con flessibilità e competenze. Ecco da dove parte il progetto dell’Univpm, che vuole formare i futuri collaboratori delle aziende, oggi studenti ad un passo dalla laurea.

I ragazzi hanno presentato il loro lavoro: un check-up delle imprese e delle opportunità, una valutazione sui processi di mercato e, infine, una indicazione chiara sulle strategie da mettere in campo. Nei team anche otto studenti internazionali che arrivano dall’Oman, dalla Spagna, da El Salvador, dal Messico e dal Canada e che hanno collaborato per sei settimane con gli studenti del nostro ateneo.

Il progetto per le aziende è stato colto con interesse. Se da un lato l’esperienza è importante e ineludibile, ciò che spesso manca alle imprese è uscire dalle zone di conforto, dai modelli conosciuti e consolidati, attraverso lo sguardo nuovo verso il mondo proposto dai giovani studenti.

Il Rettore Sauro Longhi ha salutato l’iniziativa: «dobbiamo trarre ispirazione dal territorio per intercettare mercati, nuove filiere e portare il nostro valore nel mondo. L’università è per sua natura internazionale. Senza il confronto – che noi rendiamo strutturale nelle nostre aule – c’è solo un impoverimento».

Enzo Bianchi, Direttore Generale Banca di Credito Cooperativo di Filottrano: «per noi è fondamentale sostenere iniziative che creino valore per il territorio, per tutte quelle imprese che guardano al futuro tenendo salde le proprie radici».

Presenti all’appuntamento anche gli imprenditori delle cinque aziende studiate dai ragazzi: Europlast Srl, Esistampi srl, Keep Me, M.G.M. Srl, Olimpia Srl.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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