Ancona – Diego Della Valle apre YFF, messaggio ai Dottori di Ricerca

Inizio dedicato ai 100 Dottori di Ricerca, l’ospite d'onore ha parlato ai giovani portando la sua testimonianza di impresa attenta al territorio. Domani diversi momenti di approfondimento dedicati al tema portante del festival, unicità, diversità, parità

Ancona, 14 maggio – Your Future Festival ha aperto come da tradizione il suo ricco calendario di eventi con la Cerimonia di conferimento del titolo di Dottore di Ricerca per l’anno accademico 2016/17.

È il Dottorato Day, una giornata che punta alla valorizzazione dell’eccellenza degli studi post lauream, evidenziandone il ruolo di elevato valore formativo per quei giovani che saranno chiamati a promuovere il progresso della società. I Dottori di Ricerca sono infatti il motore di trasferimento di conoscenza e innovazione presso le università, le imprese e le pubbliche amministrazioni.

Ancona – Univpm: la cerimonia di conferimento dei titolo ai 100 nuovi Dottori di Ricerca

«Chiedo il vostro aiuto perché possiate contribuire alle scelte del Paese per un futuro fatto di competenze basate sulla conoscenza» ha detto il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, davanti a 100 dottori di ricerca.

L’assessore Paolo Marasca in rappresentanza del sindaco del Comune di Ancona co-organizzatore del festival: «Ricordo la mia prima riunione da assessore, cinque anni fa, per discutere su questo festival. Ricordo la particolarità di un festival che stava nascendo e che si occupava e si occupa delle persone, del desiderio di sviluppo delle proprie passioni, è ed è sempre di più un luogo di confronto e conoscenza dell’altro».

Ancona – Univpm: da sx, il Rettore Sauro Longhi e l’ospite d’onore Diego Della Valle

Diego Della Valle è stato l’ospite d’onore del Dottorato Day, un testimone del nostro presente, con una visione del futuro legata alle radici e all’attenzione per il benessere dei lavoratori.
«Non ho una ricetta pronta per voi – ha esordito Della Valle parlando ai 100 dottori di ricerca -. Le mie origini sono semplici, non ho creato una start-up o se l’ho fatto ho avuto dalla mia parte l’aiuto di mio padre, grazie alle sue idee e alla sua reputazione in giro per il mondo. Io quando ho cominciato ho avuto idee chiare, tenacia e fortuna. Il primo messaggio: quando avete idee siate anche determinati perché è uno dei fattori  necessari per  portarle avanti. Uno può scegliere di fare l’imprenditore per essere il migliore o per diventare ricco oppure per essere un coagulatore di energia e mettersi a disposizione degli altri, del territorio. Questa è la strada che preferisco».

L’ultimo messaggio di Della Valle ai Dottori di Ricerca: «Se potete restare nelle Marche rimaneteci perché, anche girando il mondo, le Marche rimangono la regione più bella di tutte».
redazionale

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

© riproduzione riservata


link dell'articolo