Senza prenotazione l’accesso alle spiagge libere di Numana

Gli ingressi assegnati in base all’ordine di arrivo

Numana, 4 giugno 2020 – Nel rispetto delle normative anticoronavirus, tutti gli stabilimenti balneari della Riviera del Conero hanno aperto la stagione 2020 da fine maggio. In controtendenza rispetto alle decisioni prese in altri Comuni (vedi Ancona con le spiagge di Mezzavalle e Portonovo), a Numana per accedere alle spiagge libere non occorre la prenotazione: gli ingressi alla spiaggia vengono assegnati in base all’ordine di arrivo dei clienti.

Ciò si è reso possibile grazie ad un piano particolareggiato e ben strutturato messo in atto dal Comune:

  • divieto di utilizzo dei 5 metri della battigia destinati al passeggio;
  • la prima fascia di spiaggia (10 metri) destinata ai soli teli mare, senza ombrelloni e lettini, distanziati fra loro e tra le file di due metri;
  • seconda fascia di spiaggia destinata ad ombrelloni e lettini distanziati fra loro secondo disposizioni (i punti dove piantare gli ombrelloni già contrassegnati);
  • tra un blocco e l’altro di teli ed ombrelloni un corridoio largo due metri permette di raggiungere il mare da ogni postazione.

Il controllo e il rispetto delle norme di sicurezza, il posizionamento e il distanziamento sarà gestito e curato da Steward presenti in tutte le spiagge libere del territorio. Restano invariate tutte le regole obbligatorie antiCovid anche in spiaggia:

– indossare la mascherina al momento dell’arrivo,  durante gli spostamenti sulla spiaggia  e verso il bar, e al momento dell’ uscita dalla spiaggia;

– mantenere il distanziamento fisico di 1 metro in spiaggia e in acqua se non si è congiunti;

– effettuare la pulizia e la disinfezione frequente delle mani, anche dei bambini; stendere teli da mare sui lettini, sedie e sdraio;

– starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie limitandone il rilascio in acqua;

– tenere le distanze di due metri  tra l’apposizione di  un asciugamano e l’altro;

– divieto  di sosta nell’area della battigia.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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