La miglior stagione turistica per durata degli ultimi anni

Il sindaco Tombolini invita gli operatori del settore a non chiudere troppo presto gli esercizi ed è pronto a supportarli

Numana, 24 settembre 2018 – Le condizioni meteorologiche di settembre, eccezionalmente positive con gradevole caldo secco ed acqua di mare limpidissima, fanno sì che la stagione turistica possa prolungarsi fino ad ottobre. L’arrivo dei turisti a Numana anche a settembre è proseguito in maniera molto positiva: un primo raffronto con gli anni scorsi da parte dell’ufficio Iat conferma che in termini di presenze siamo di fronte al miglior settembre degli ultimi anni, con l’arrivo di numerosi stranieri che a luglio/agosto avevano lasciato spazio alle presenze nazionali.

Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana

Non a caso. dunque, il sindaco Gianluigi Tombolini invita gli operatori turistici numanesi a cogliere appieno le opportunità che questa stagione prolungata sta offrendo: sono lontani i tempi in cui i flussi turistici si esaurivano a fine agosto, ed è pronto ad incentivare e supportare tutti gli imprenditori coraggiosi che allungheranno la durata delle loro attività. Con un occhio preventivo anche alla stagione turistica 2019 che potrà partire prima grazie al lungo ponte che interesserà la prossima Pasqua ed il 25 Aprile.

Per supportare al meglio questa eccezionale stagione, dando il buon esempio, l’Amministrazione numanese non smette di proporre eventi. Come quello di ieri che ha avuto luogo presso la spiaggia antistante la postazione Restyling beach point, in zona avamporto sud Numana, dove sono state  presentate le nuove vele da windsurf prodotte dalla rinomata Challenger Sails di Claudio Badiali.

Numana – La manifestazione della Challenger Sails

Altro evento degno di nota è rappresentato dalle Giornate Europee del Patrimonio all’ Antiquarium Statale, svoltosi nell’ultimo weekend in sintonia con il tema Arte di condividere che ha proposto visite guidate alla collezione permanente da poco riallestita.

Infine, per il prossimo 7 ottobre, in cartellone c’è la 5ª Prova del Campionato Marche Challenge Città di Numana, organizzato in collaborazione con la Scuderia Marche e la Manovella del Fermano. In quella ’occasione sarà riproposta, alle 9.45 presso la Sala consiliare del Comune, la presentazione del libro di Aldo Iurini “L’angolo dietro il molo”, con cui l’autore ripercorrerà da un punto di vista prettamente marinaresco la storia di Numana del dopoguerra, dai pescatori al Seven Up.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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