Ancona – Il sondaggio sul turismo aperto fino a domenica 9 maggio

Tra le 1.200 risposte già pervenute c’è anche quella del giornalista Marco Frittella

Ancona, 7 maggio 2021 – Resta aperto fino a domenica 9 maggio il sondaggio che permette agli anconetani di diventare, con le loro risposte, guide turistiche della città. Ci sono ancora tre giorni per indicare dove si vorrebbe portare un visitatore e quali esperienze si vorrebbero consigliare per “assaporare” Ancona.

Per partecipare occorre rispondere a tre domande sul sito del Comune di Ancona, all’indirizzo: https://bit.ly/3uuucqg. Le indicazioni saranno raccolte nel nuovo sito dedicato al turismo che sarà presentato a giugno.

Ancona – Vista dal Parco del Cardeto

Anche il sindaco Valeria Mancinelli ha voluto dare il suo contributo rispondendo alle tre domande e indicando come luogo del cuore sulla sua pagina Facebook una seduta al Cardeto con una vista molto suggestiva sulla città. «Che bello – ha scritto – sentirsi parte di una bellezza da condividere. È per questo motivo che voglio svelarvi anche il mio, di posto del cuore. Nonostante sia difficilissimo scegliere tra tanta bellezza, questo luogo mi è sempre sembrato suggestivo: si trova al Parco del Cardeto (probabilmente lo conoscerete tutti) e quella piccola seduta, immersa nel verde, consente di ammirare Ancona in tutto il suo splendore».

Marco Frittella

Tra le numerose risposte pervenute (circa 1.200), anche quella del noto giornalista Marco Frittella, che ha inviato un video indicando, come consiglio per i turisti, il percorso che da Via della Loggia con la Loggia dei Mercanti, porta alla chiesa romanica di Santa Maria della Piazza e poi al porto Antico, «in una posizione fantastica, tra il mare Adriatico e il colle Guasco con su in cima San Ciriaco, con giornate meravigliose, quasi tra cielo e terra».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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