Mistery client: l’indagine condotta in incognito premia Conerobus

L’azienda promossa con una media superiore all’8. Papaveri: “Giudizio importante, è la conferma che abbiamo intrapreso la giusta strada e sarà una spinta in più per continuare a migliorarci”

Ancona – Corse regolari e puntuali, autobus puliti e in buono stato, stile di guida confortevole e sicuro dei conducenti, competenza e cortesia del personale. Sono alcuni dei punti di forza di Conerobus individuati dalla società di consulenza Lem Reply, che ha condotto un’indagine di “mistery client” (cliente in incognito) sulla qualità dei servizi erogati dall’azienda per la mobilità intercomunale di Ancona, promuovendola con una media superiore all’8.

Soddisfatto il presidente di Conerobus Muzio Papaveri: «Sono molto contento dell’ottimo voto – afferma – ma quel che più conta è capire dove dobbiamo correggere il tiro, come superare gli attuali punti deboli e valorizzare i punti di forza, per questo abbiamo scelto di ricorrere allo strumento del mistery client. Il giudizio imparziale di una parte terza ci consente di appurare come vengono effettivamente percepiti i nostri servizi e la qualità dell’offerta».

Muzio Papaveri, presidente Conerobus

L’indagine risale allo scorso novembre, quando gli ispettori di Lem Reply (società esperta nel settore dei trasporti e mobilità a livello nazionale), fingendosi utenti, hanno monitorato le linee 46, 1/4 e 2, oltre a 18 fermate, i due punti vendita di Via Frediani e Piazza Ugo Bassi, il numero verde aziendale, il sito internet di Conerobus e la app Atma, prima di esprimere un giudizio basato sull’analisi di 70 parametri. Gli utenti misteriosi hanno formulato 100 osservazioni, utilizzando un questionario strutturato su una scala di valutazione da 1 a 10.

Scendendo nei dettagli, tutte le corse monitorate hanno effettuato il loro percorso con regolarità: il 97,5% ha rispettato gli orari, mentre appena il 2,5% ha portato un leggero ritardo. Nessun autobus, invece, è transitato in anticipo. Quanto allo stato dei mezzi, la presenza dell’insegna della linea e dell’inversione di marcia è stata riscontrata nel 92,5% dei casi, la pulizia esterna ha ottenuto un punteggio di 7.7 e quella interna di 7.

Ancona – Presentazione dei mezzi Conerobus al Passetto

Passando alle fermate, le 18 finite sotto la lente d’ingrandimento hanno ottenuto la sufficienza piena: 6.9. Ottima la valutazione della visibilità e positivi i riscontri sulla comunicazione: circa l’11% delle postazioni è risultata attrezzata con pannelli a messaggio variabile e nel 78% dei casi è stata rilevata la presenza delle informazioni sul servizio. Da migliorare, comunque, le indicazioni sulle linee in transito.

La ricerca ha evidenziato la presenza, nelle biglietterie, di personale senza cartellino di riconoscimento o divisa, esigenza a cui Conerobus ha già provveduto prima di conoscere i risultati del monitoraggio e già nelle prossime settimane il personale indosserà la divisa.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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