Conerobus, piu’ biglietti venduti e meno evasione a bordo

Il 2017 si chiude con successo per l’azienda del trasporto pubblico, mentre proseguono gli investimenti sul personale e sul parco mezzi

Ancona – Aumento dei biglietti venduti, in particolare, per la rete urbana, ma anche una sensibile diminuzione del livello di evasione, frutto delle tante misure introdotte per incentivare la cultura della legalità.

Ed ancora: investimenti sul parco mezzi e sul personale, con nuove assunzioni e bandi di selezione tuttora in corso. Sono alcune delle principali iniziative messe in campo nel 2017 da Conerobus, che ha anche ottenuto la certificazione Iso 39001 per la gestione della sicurezza stradale ed è stata promossa con una media superiore all’8 dall’indagine di Mistery Client, condotta da utenti in incognito sulla qualità dei servizi erogati. Due importanti riconoscimenti che consolidano il ruolo strategico dell’azienda per la mobilità intercomunale di Ancona.

Il bilancio dell’attività dell’anno passato e i progetti in corso di attuazione sono stati illustrati dal presidente di Conerobus Muzio Papaveri, dall’assessore comunale ai Trasporti Ida Simonella e dai funzionari dell’azienda Andrea Prosciutti e Patrizio Carletti.

Ancona – da sx: Muzio Papaveri, Ida Simonella, Andrea Prosciutti, Talamonti

«Nel 2017 – ha affermato Papaveri – abbiamo messo in campo molti investimenti, che continueremo ad incrementare, per sostenere la strategia di sviluppo della società. In particolare, grande attenzione al personale, con percorsi di formazione ed assunzioni. Abbiamo già assunto a tempo indeterminato 35 nuovi autisti e indetto altri bandi per selezionare sia conducenti che addetti all’officina e alle manutenzioni. A giugno – continua Papaveri – arriveranno 11 nuovi mezzi per l’extraurbano, mentre tra settembre e ottobre saranno disponibili 15 nuovi veicoli che verranno impiegati per le corse urbane».

Sul fronte della lotta all’evasione sono stati conseguiti risultati positivi grazie al piano di intervento contro i furbetti del biglietto, che ha visto la società impegnata ad intensificare i controlli, aumentati del 34,6%, ma anche a sperimentare nuove modalità di accesso agli autobus nell’ambito di una più ampia campagna di comunicazione ed informazione fatta di incontri e video spot per educare i cittadini al rispetto delle regole.

In generale, nel 2017, l’evasione sull’intera rete urbana ed extraurbana è scesa al 5,3%, a fronte del 7% dell’anno precedente. In particolare, a bordo delle linee 91, 92, 21 e 33, sulle quali è stato istituito l’obbligo di salire dalla porta anteriore, l’evasione si è dimezzata passando dal 4,4% al 2,4% registrato con l’avvio della sperimentazione.

Ancona – Un mezzo Conerobus per il servizio extraurbano

Drastico calo dei passeggeri abusivi, infine, sulle linee extraurbane I e N dopo l’attivazione dei tornelli: sulla prima si è passati da un tasso di evasione del 6,9% al 2,4%, sulla seconda dal 5,7% al 3%. Il successo delle due sperimentazioni ha convinto Conerobus a proseguire in questa direzione: nei prossimi mesi l’utilizzo delle porte differenziate verrà esteso ad altri collegamenti urbani, mentre tre nuovi tornelli saranno a disposizione del servizio extraurbano.

Dati rilevanti, ai quali si aggiungono gli importanti numeri macinati da Conerobus nel 2017: oltre 10,8 milioni di passeggeri trasportati in ambito urbano, più di 8 milioni di chilometri percorsi con i propri mezzi, di cui 3,7 milioni relativi ai collegamenti urbani ed oltre 4 milioni a quelli extraurbani. Venduti, circa 134 mila abbonamenti e più di 2,6 milioni di biglietti, con un amento complessivo del 6,78% nell’urbano e dello 0,42% nell’extraurbano e un trend in forte crescita dei titoli acquistati tramite le app e il servizio di mobile ticketing.

L’assessore comunale ai Trasporti Ida Simonella, ha annunciato la chiusura in attivo del bilancio 2017 di Conerobus: «L’amministrazione – ha detto – ha investito e continua ad investire nella cultura del trasporto pubblico, mettendo nel 2017 a disposizione dell’azienda 1,5 milioni di euro per l’attivazione di servizi aggiuntivi, quali le corse serali per gli studenti universitari, quelle dedicate alle scuole e l’allestimento di navette gratuite in occasione dei grandi eventi».

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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